La scuola non si ferma e va a lezione con la Nasa

La scuola non si ferma e va a lezione con la Nasa

Istituto piemontese sfrutta didattica per avvicinare studenti a discipline STEM
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ROMA – – Se con le tecnologie della didattica online è possibile annullare le distanze e mettere in contatto un docente con la sua classe, perché non estendere il collegamento anche a personalità del mondo scientifico? È quello che hanno fatto due docenti dell’istituto ‘Ciampini-Boccardo’ di Novi Ligure, in provincia di Alessandria, con il progetto ‘Spazio alla Conoscenza 2.0′, che due volte a settimana fa incontrare virtualmente i ragazzi e le ragazze dell’istituto con gli esperti che lavorano nelle agenzie spaziali straniere. Un’iniziativa già avviata prima della sospensione della didattica e rimodulata per l’emergenza.

Questo pomeriggio il progetto della scuola piemontese è stato protagonista della diretta Facebook sulla pagina del ministero dell’Istruzione, che ogni martedì e venerdì – in collaborazione con diregiovani.it – racconta le testimonianze di docenti e studenti che non si sono fermati, ma stanno continuando ad alimentare la didattica con nuove tecniche e spunti di riflessione.

Oggi a spiegare la nascita dell’universo c’era un ospite d’eccezione: Giuseppe Cataldo, direttore tecnico di due missioni astrofisiche, che ha parlato ai ragazzi di James Webb, un telescopio spaziale a raggi infrarossi, in diretta dal Goddard Space Flight Center della NASA, vicino Washington.

“Il progetto è nato dalla voglia di fare divulgazione e far conoscere le eccellenze del territorio piemontese, cercando di alimentare l’interesse per le STEM nei nostri studenti- ha spiegato il professore Corrado Campisi, co-referente del progetto- Abbiamo appuntamenti online fino a maggio. Giovedì Paola Rivaro, oceanografa e docente all’università di Genova, ci parlerà di Antartide e cambiamento climatico, mentre la dottoressa Liliana Ravagnolo, tra i primi italiani a conseguire la certificazione da parte della Nasa per l’addestramento degli astronauti, che ci parlerà delle prossime missioni spaziali”.

Dal MIT di Boston, alla NASA Goddard Space Flight Center di Greenbelt MD (USA), tanti sono stati gli enti che hanno aderito al progetto dell’istituto piemontese, che vuole sostenere gli studenti nell’approfondimento delle materie scientifiche.

“Dobbiamo trovare gli aspetti vantaggiosi di questa situazione- ha commentato Mario Agostino Scarsi, dirigente scolastico dell’istituto- fin da subito c’è stata una grande partecipazione da parte di studenti e docenti: il momento dell’emergenza ci ha avvicinati e ha indotto tutti a fare un passo avanti”.

Così, dopo un primo momento di orientamento, la didattica a distanza è partita con lezioni in streaming e riunioni virtuali tra i professori, mentre i ragazzi si sono ritrovati a fare i conti con esercizi online e spiegazioni video.

“Gli studenti stanno reagendo bene- ha commentato il professor Mauro Bisio, referente del progetto assieme a Corrado Campisi- i ragazzi partecipano forse più che in classe, e il progetto ‘Spazio alla Conoscenza 2.0’ li aiuta ad essere motivati e proseguire lo studio”.

La scuola, infatti, inizia a mancare. E gli studenti trovano nei libri e nelle videolezioni uno strumento di distrazione e un contatto con il mondo che prima vivevano quotidianamente.

“Non mi mancano solo i compagni di classe, ma anche i docenti e tutta la routine della scuola- ammette Luca, studente dell’istituto ‘Ciampini-Boccardo’– ma ci sono anche aspetti positivi, perché grazie alle videolezioni si crea un rapporto diverso con i docenti, e noi riusciamo ad esprimerci meglio, senza distrazioni. Questa esperienza cambierà la visione della scuola da parte di tutti”.

Di questo è convinto anche il dirigente scolastico dell’istituto, che al ritorno tra i banchi immagina una scuola cambiata, più al passo con i tempi.

“Questa esperienza ci ha fatto riflettere- ha concluso Mario Agostino Scarsi- dobbiamo dotarci di nuovi modelli e nuovi paradigmi. La didattica a distanza lascerà qualcosa di utile sia dal punto di vista tecnologico, perché si sono messe in risalto nuove capacità di agire e riflettere, che dal punto di vista didattico. La nostra scuola è ancora legata al modello della lezione frontale. Forse useremo più modalità di linguaggio e interazione. E anche sulla valutazione cambieremo approccio: apprezzeremo di più la partecipazione degli alunni”.

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