Maturità, una docente: "Ci abitueremo come hanno fatto le università"

Maturità, una docente: “Ci abitueremo come hanno fatto le università”

Il racconto della professoressa Donati dell'istituto Pantini-Pudente di Vasto
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ROMA – A più di un mese dall’avvio della didattica a distanza, la scuola italiana sembra ormai aver superato la fase più critica, quella iniziale, e si avvia a portare avanti gli esperimenti delle lezioni online fino a maggio, e forse anche oltre. Anche la prospettiva di un ritorno sui banchi a settembre, con gli esami di Stato svolti in streaming, non sembra intimorire i professionisti del mondo della scuola, per i quali la didattica online è diventata ormai la norma.

“Siamo consapevoli che probabilmente non si tornerà a scuola e anche la maturità si svolgerà online- ha commentato alla Dire la professoressa Antonella Fiore Donati, dell’istituto ‘Pantini-Pudente di Vasto, in provincia di Chieti– ma come hanno fatto le università, ci abitueremo anche noi. Dal nostro punto di vista, faremo di tutto perché i ragazzi possano svolgere un esame dignitoso, anche perché ci tengono a far vedere le loro conoscenze e le loro capacità”.

Dopo le prime settimane confusionarie, quindi, la didattica a distanza sta iniziando a dare i suoi frutti. Le scuole si stanno dotando di un orario, come ha fatto anche l’istituto di Vasto

“i ragazzi sono partecipi e rispondono bene- continua la docente- mentre i professori hanno avuto l’opportunità di conoscere nuove piattaforme che in parte sono anche divertenti. Si entra nelle case dei docenti e dei ragazzi, e si viene a creare un’intimità che prima non c’era”.

I problemi, invece, riguardano i ragazzi che sono privi di computer o di una connessione internet, ma anche su questo la scuola sta cercando di aiutare gli studenti in difficoltà.

“Ci siamo attivati per fornire ai ragazzi i computer della scuola e la connessione necessaria in base alle difficoltà economiche delle famiglie– spiega la professoressa- molti genitori hanno perso lavoro e stanno vivendo un momento difficile, per questo abbiamo fornito ai ragazzi e alle ragazze il necessario per lavorare da casa”.

Poi ci sono gli studenti con disabilità, che vivono la didattica a distanza con difficoltà maggiori, ma vengono seguiti dai docenti di sostegno con videochiamate o contatti telefonici. E infine gli studenti che stanno vivendo psicologicamente male la reclusione forzata. Per questo la scuola ha attivato il progetto dell’Istituto di Ortofonologia, un supporto psicologico per aiutare ragazzi e ragazze a esprimere le loro emozioni.

“Noi cerchiamo di fare quello che possiamo per tenere i ragazzi tranquilli, anche farsi vedere attraverso uno schermo è importante in questa occasione- conclude la professoressa Donati- ma io sono fiduciosa che quando torneranno, troverò i miei ragazzi migliori. Da questa situazione avranno capito tante cose, che la vita non è solo uscire o avere un telefono. Sono sicura che torneranno più maturi e responsabili”.

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