Sperimentazioni didattiche al liceo 'Gullace' di Roma

Sperimentazioni didattiche al liceo ‘Gullace’ di Roma

Studenti protagonisti dei nuovi progetti formativi
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ROMA – Per far fronte alla sospensione della didattica tradizionale, le scuole stanno elaborando moltissime strategie e progetti innovativi per tenere viva la partecipazione degli alunni nonostante la distanza. Al liceo ‘Teresa Gullace’ di Roma gli studenti e le studentesse sono diventati i veri protagonisti di alcune di queste sperimentazioni didattiche. Con il progetto ‘La classe capovolta’ ideato dalla professoressa Donatella Pisanelli, infatti, i ragazzi hanno prodotto dei video di presentazione di un personaggio storico o di una corrente filosofica, poi condivisi con tutti i compagni sull’area dedicata alla didattica a distanza sul sito della scuola. “Il progetto nasce dall’idea di valorizzare le competenze trasversali e le soft skills nell’ottica di una didattica che ponga l’alunno al centro dell’azione educativa, rendendolo protagonista attivo del processo formativo” si legge sul sito della scuola.

Un’altra iniziativa, sempre al liceo ‘Gullace’, interessante per stimolare gli studenti e le studentesse è il progetto ‘le interviste impossibili’ ideato dalla professoressa Claudia Tombini. “Ispirandosi alla serie di interviste impossibili andate in onda negli anni ’70 sulla seconda rete radiofonica della Rai- si legge nella presentazione del progetto- i gruppi di studio hanno lavorato al testo e alla registrazione di un’intervista immaginaria a Piero della Francesca, Bramante, Leonardo e Raffaello. Attingendo a una biblioteca virtuale mirata, messa a disposizione dalla docente sulla piattaforma web condivisa, i ragazzi hanno approfondito quanto studiato nel periodo antecedente la chiusura della scuola. Fingendo di incontrare gli artisti proposti, hanno spostato il proprio punto di vista fino a doversi immedesimare nei quattro autori per dare una risposta alle proprie domande. Ogni gruppo ha così interpretato e approfondito creativamente il tema trattato, anche in modo fantasioso ed ironico, senza pero’ rinunciare alla coerenza con i testi studiati e rielaborati”.

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