La didattica a distanza del 'Panedda' di Olbia

La didattica a distanza del ‘Panedda’ di Olbia

Intervista al preside Giovanni Mutzu
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ROMA – In questi mesi le scuole si sono dovute organizzare da un giorno all’altro per offrire ai loro studenti la possibilità di seguire le lezioni a distanza, una di queste è il ‘Panedda’ di Olbia, un istituto tecnico per il turismo che non è nuovo a scatti di responsabilità in periodi di emergenza.

“L’abbiamo dimostrato l’ultima volta– racconta a diregiovani.it il dirigente scolastico Giovanni Mutzu- in occasione dell’alluvione del novembre 2013. In quei tragici giorni la nostra comunità scolastica si mise a disposizione in tutti i sensi: dai ragazzi che spalavano il fango agli amministrativi che avevano avuto incarico dal Ministero dell’istruzione di gestire l’emergenza per tutte le scuole della Sardegna. Dopo l’iniziale e oggettivo disorientamento noi abbiamo tenuto la barra dritta e con il motto ‘Il Panedda non si ferma’, grazie allo staff di direzione che mi affianca, le docenti Raffaella Stelletti e Gabriella Deplano, insieme ad altri preziosi collaboratori come i docenti Mauro Menescardi, Giovanni Carboni e Francesco Falchi” siamo andati avanti sottolinea il preside. “Il primo giorno di sospensione delle attività didattiche- prosegue- noi eravamo a scuola riuniti per studiare il da farsi e rendere immediatamente operativo il passaggio dalla didattica in presenza alla didattica a distanza”.

Il primo sforzo, durante l’emergenza coronavirus, è stato quello di garantire un’efficace comunicazione:

“riuscire a far circolare con agilità le informazioni fra tutte le anime dell’istituto. Punti di riferimento, in questo senso, sono stati il sito web della scuola, il canale ufficiale della scuola su Telegram e le diverse funzionalità del registro elettronico”.

Dal punto di vista didattico

“ogni coordinatore di classe, da subito, ha avuto il compito di gestire e monitorare il carico settimanale di attività, tra videolezioni, verifiche, assegnazioni di compiti ed esercizi. Gli studenti, coordinati dalla professoressa Maria Giovanna Peru, hanno iniziato dal primo giorno di quarantena una sorta di diario collettivo ‘I diari del Coronavirus’, mentre altri saranno impegnati nella valorizzazione delle bellezze archeologiche della Sardegna, in particolare il complesso de Su Nuraxi di Barumini, partecipando ad una videoconferenza appositamente organizzata. Questo è un percorso che segue un progetto che prevede l’adozione da parte dell’istituto, con la supervisione della Soprintendenza, delle Mura puniche adiacenti al plesso scolastico”.

Certo non sono mancate le difficoltà

“riguardano il divario digitale che esiste fra i nostri studenti- afferma il dirigente– Abbiamo notizie di famiglie che non hanno la possibilità di avere adeguati strumenti per praticare questa nuova modalità di didattica basata sulla tecnologia e sulla connessione alla rete internet. A tal proposito abbiamo messo a disposizione in comodato d’uso gratuito i dispositivi presenti in istituto e altri che, con le misure concesse alle scuole dal Governo, compreremo. Un altro problema riguarda gli studenti pendolari che nei territori di provenienza non hanno infrastrutture moderne capaci di sostenere adeguate connessioni”. 

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