VIDEO | Emergenza educativa: "Scuola punto di riferimento, lato umano prima di tutto"

VIDEO | Emergenza educativa: “Scuola punto di riferimento, lato umano prima di tutto”

Intervista alla dirigente scolastica dell'IC 'Pertini' di Trapani
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TRAPANI – “Dopo il primo mese di didattica a distanza possiamo dire che il bilancio è positivo sia dal punto di vista didattico che dal punto di vista umano, abbiamo prodotto il massimo sforzo per offrire ad alunne, alunni e genitori un punto di riferimento, la scuola, in questa emergenza”.

Così esordisce la dirigente scolastica dell’IC ‘Pertini’ di Trapani, Marialaura Lombardo, nell’intervista con diregiovani.it insieme alla dottoressa Rosa Ingrassia, psicoterapeuta dell’età evolutiva che esercita a Trapani e Palermo. Durante questo periodo di emergenza le due professioniste, sono state impegnate senza sosta nell’affrontare le conseguenze non solo didattiche della pandemia ma anche quelle emotive, dovute allo stravolgimento delle abitudini dei bambini e dei ragazzi.

“L’aspetto emotivo in questo momento è forte- spiega la dottoressa Ingrassia– non solo per bambini e ragazzi ma anche ovviamente per gli adulti che vivono con loro. Secondo me la grande scommessa è stare attenti a non avere una visione monoculare della didattica a distanza degli apprendimenti, mettendo, per esempio i compiti al primo posto, e aver ben presente lo stravolgimento emotivo che gli alunni e le alunne stanno avendo”.

Una scuola in grado di guidare, coordinare e, soprattutto, sostenere.

“Non dimentichiamo che prima del risultato, della performance, c’è la relazione tra docente ed alunno- sottolinea la preside Lombardo relazione che stiamo cercando di mantenere facendone una priorità per non perdere bambini e bambine e che ci spinge ovviamente ad andare al di là del mero obbligo istituzionale. Abbiamo aiutato le famiglie per ridurre il gap digitale con la fornitura di dispositivi che arriveranno dopo Pasqua e sostenute con beni di prima necessita’ con il progetto ‘Pertini solidale’“.

Tra le difficoltà più grandi la resistenza di alcuni genitori alla didattica da remoto:

“In questo caso bisogna lavorare tanto sulle mediazioni- sostiene la dottoressa Ingrassia- quello di mediatore è un ruolo che tutti gli operatori dell’età evolutiva devono essere consapevoli di dovere rivestire. Un buon rapporto con i genitori, oberati e preoccupati più che mai in questo periodo, è essenziale, anche perché si lascia così margine di recupero in seguito”.

“Ho telefonato personalmente ai genitori che mostravano reticenza alla didattica a distanza, per comprenderne i motivi ma anche per convincerli della bontà dei nostri sforzi, riuscendo ad aver successo”, racconta la preside Lombardo.

Un’altra questione delicata è quella della disabilità, ci sono tanti alunni e alunne che, non andando più a scuola, hanno perso un punto di riferimento affettivo ed educativo centrale, l’insegnante di sostegno.

“A questi bambini e ragazzi è stata involontariamente rivoluzionato il modo di vivere- spiega la dottoressa Ingrassia– sono state però attrezzate dalle scuole tante risorse a favore di questi bambini che possono aiutare i genitori a casa. Bisogna sottolineare in questo caso che il ruolo principale, ancora più intenso del solito è quello del genitore. Alle mamme voglio dire non sentirsi in colpa se sono nervose per questa situazione, di sentirsi in colpa in quanto madri, perché questo momento non è facile e bisogna esserne consapevoli. Noi continuiamo a fare ovviamente la nostra parte”.

Per quanto riguarda il futuro, la dirigente e la dottoressa, auspicano ovviamente una riapertura delle scuole, non solo per una questione didattica ma soprattutto umana.

“La mia scuola mi manca perché è a porte aperte, inclusiva e con l’impegno di tutti riesce a fronteggiare situazioni di disagio economico e sociale non indifferenti, riusciamo a farlo anche a distanza grazie a uno staff straordinario ma ci mancano gli alunni e alunne ai quali dico di non esitare mai a chiedere aiuto alla scuola che è qui per loro”. 

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