VIDEO | Le designer Hibourama raccontano la crisi dei giovani brand

In un'intervista Maila Ferlisi e Rachele Mancini spiegano come sopravvivere al Covid-19 senza alcun ammortizzatore sociale
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Roma – Già prima che il coronavirus creasse emergenza al livello globale, il mondo della moda parlava di ‘rivoluzione’. Economia circolare e sostenibilità erano temi all’ordine del giorno nelle fashion week, nei magazine e in tavoli di lavoro all’attenzione della politica. I veri protagonisti di questo cambiamento sembravano essere i giovani designer. Eppure, in questi giorni di chiusura, le voci sotto i riflettori sono quelle delle grandi maison. Cosa sta succedendo invece ai brand emergenti? Sono loro infatti i talenti più esposti a una crisi dilagante.
Ai microfoni della Dire, Maila Ferlisi e Rachele Mancini, raccontano le ripercussioni che il covid-19 sta portando sul brand Hibourama. Le due designer disegnano e realizzano borse, i loro prodotti sono un fiore all’occhiello dell’artigianato made in Italy nel mondo.
«È un guaio – dice Rachele Mancini – il 60% della merce che dovevamo consegnare è rimasta nel nostro atelier», mentre Maila Ferlisi spiega che quando potranno riaprire lavoreranno con i prodotti già pronti.
In linea con la lettera alla moda di Giorgio Armani, le designer sottolineano che «Questa corsa nel mondo del fashion fa perdere il valore della creatività». Lo shop online nonostante gli sconti è fermo perché, commentano: «utilizzare una borsa in questi giorni, forse, è l’ultima idea che viene in mente».
Hibourama però continua a lavorare. Da una parte il brand è attivo sui social dove, grazie al Tiffany Design Contest 20, i follower possono ridisegnare – e vincere – l’iconica borsa del brand, mentre dall’altra parte il marchio cerca investitori. L’idea infatti è quella di approfondire il settore tecnologia e moda.

«Per le piccole aziende gli ammortizzatori sociali non esistevano neanche prima. – Dice Maila Ferlisi – E’ necessario però che ci sia un supporto per noi giovani brand, che siamo il futuro di questo Paese».

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Autore: Fabrizia Ferrazzoli
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