Coronavirus. Le famiglie con disabilità e l’emergenza globale

Doppia è la condizione di emergenza: molti infatti sono i servizi eliminati con le terapie ambulatoriali e semiresidenziali
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ROMA – Nell’attuale panorama di emergenza globale, si assiste a un’emergenza ulteriore che investe le famiglie con difficoltà. Molti sono i servizi anche alla persona che sono stati eliminati, insieme alle terapie ambulatoriali e semiresidenziali. Queste famiglie si trovano ora vessate in una doppia condizione di emergenza. Da una parte un’emergenza sempre attiva che è quella con la quale convivono quotidianamente in ambito di gravi disabilità, l’altra è quella dell’emergenza attuale.

Disabilità e paura

Un’emergenza che costringe ad avere contatti minimi, e che porta con sé la paura legata al virus. Ci si isola ancor di più per paura di un eventuale contagio di un familiare già in situazione di fragilità. Il senso di colpa, di impotenza, che accompagna queste famiglie, è ora amplificato. C’è una perdita di punti di riferimento per queste famiglie che si sono trovate investite nuovamente da una situazione di difficile gestione. Ci si improvvisa fisioterapisti, logopedisti, per cercare in qualche modo di supplire e dare continuità a quello che ora manca. Da una parte il web aiuta grazie a iniziative promosse da vari enti per aiutare le famiglie con video, supporto psicologico. Ma dall’altra troviamo madri e padri in piena crisi che si trovano a dover soddisfare richieste troppo alte, in relazione anche alla presenza di un nucleo famigliare da accudire.

Disabilità e quarantena

Mamme e papà alle prese con figli adolescenti, più piccoli, che in questa situazione si trovano a dover fare i conti con la didattica online, con l’isolamento, unite a difficoltà dell’età, personali e familiari. Una nuova sfida per queste famiglie, che ora più che mai hanno bisogno di non sentirsi sole.

di Francesca Di Tullio

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Autore: Sausan Khalil
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