VIDEO | Povertà educativa, comune di Milano: "Garantiamo equità"

VIDEO | Povertà educativa, comune di Milano: “Garantiamo equità”

Intervista a Isabella Landi, partner progetto 'DOORS'
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MILANO – Una stretta sinergia tra istituzioni pubbliche e privato sociale è l’ingrediente essenziale di DOORS, il progetto coordinato da CIES onlus che prevede una serie di azioni su tutto il territorio nazionale per contrastare la povertà educativa minorile e la dispersione scolastica. A Milano, DOORS porta avanti le sue attività grazie alla stretta collaborazione dei suoi partner lombardi: la Direzione educazione del comune di Milano, la cooperativa sociale ‘Tempo per l’Infanzia’ e gli istituti comprensivi ‘Pini’ e ‘Calvino’ del municipio 2 della città e Progetto Axé Italia. Di cosa si tratta, quali obiettivi persegue e attraverso quali attività, specie in periodo di emergenza sanitaria, sono le domande che diregiovani.it ha rivolto a Isabella Landi, la coordinatrice educativa del progetto per il comune di Milano.

“DOORS- spiega Landi- è stata una grande opportunità per lavorare in sinergia e in confronto sul territorio di Milano, ma anche a livello nazionale, su temi molto cari al settore educazione del comune di Milano”.

La cooperazione col privato sociale, conferma Landi, è stata sì “una sfida” ma ha permesso di arrivare a definire strategie di lungo periodo, raggiungere risultati durevoli e riunire gli interventi messi in campo nel corso del tempo per garantire diritti e inclusione sociale ai minori in condizioni di difficoltà:

“Si tratta di azioni di orientamento, sostegno scolastico e laboratori nelle scuole. Sia all’interno del nostro presidio territoriale (lo Spazio Arteducazione, ndr), sia nelle scuole con cui lavoriamo insieme ai nostri partner locali di progetto, cooperativa ‘Tempo per l’Infanzia’ e Axè Italia, stiamo cercando di garantire questi stessi servizi anche durante l’emergenza lavorando da remoto”.

“Un’altra grande sfida, lavorare da remoto, perché impone all’istituzione comunale di lavorare a tempi ancora più veloci- confessa la coordinatrice che poi sottolinea i buoni risultati- Attualmente DOORS sta riuscendo a prendere in carico sia i ragazzi che seguivamo in sostegno scolastico e nell’ambito degli sportelli attivati nelle scuole sia nuovi ragazzi. Le scuole stanno segnalando sempre più casi e questo perché, laddove prima con la quotidianità della classe si riusciva ad avere un occhio su tutti i ragazzi, ora che questa quotidianità manca i ragazzi più in difficoltà rischiano davvero di scivolare via”.

L’attenzione è rivolta quindi all’analisi dei bisogni dei ragazzi e delle famiglie:

“Questa crisi sta mettendo in luce che non basta garantire l’eguaglianza. Occorre equità. È inutile fare proclami sull’importanza del diritto allo studio se mancano i mezzi, banalmente i soldi per pagare l’abbonamento alla rete wi-fi. Per queste persone bisogna intervenire dando dispositivi e sostegno economico; noi come operatori, inoltre, dobbiamo essere disponibili a usare i mezzi che i ragazzi usano, da Whatsapp alle altre piattaforme. Sia l’istituzione ad andare, per prima, a cercare i soggetti che hanno bisogno, coi loro mezzi, nelle loro case”.

Per maggiori informazioni su Progetto DOORS si può consultare il sito https://www.cies.it/progetti/doors/ 

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