VIDEO | 'Si può fare perché no', progetto giovanile per promuovere inclusione

VIDEO | ‘Si può fare perché no’, progetto giovanile per promuovere inclusione

Intervista al fondatore Niki Leonetti: "Parlare di disabilità è necessario"
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ROMA – Niki Leonetti ha 27 anni è consigliere comunale, allenatore di basket, capo scout ed ideatore del progetto ‘Si può fare perché no’ nato per portare nella società, e soprattutto nelle scuole, il concetto di disabilità per favorire la vera inclusione, per fare in modo che nessuno si senta escluso. Il progetto di Niki nasce a partire dalla sua esperienza personale:

“Ho avuto una botta di fortuna- esordisce in un’intervista a diregiovani.it- perché nonostante la mia tetraparesi, parlo, cammino, ho una vita come tutti. Quando parliamo di disabilità è importante pensare che dietro ad ogni cosa che non si può fare c’è qualcosa che invece si fa bene, un’abilità. E questa va potenziata al massimo. Consideriamo che dentro alla disabilità c’è una persona. Una persona a tutto tondo che vuole essere amata. Una persona che ha una dignità, ha dei diritti che non devono mai venire meno. Quando si tratta di inclusione, bisogna pensare ad un viaggio su un unico binario”.

La conoscenza sta alla base di qualsiasi politica di inclusione, afferma Niki che sottolinea quanto sia importante chiedere e parlare di disabilità chiamando le cose col proprio nome. Un cammino comune in cui tutti devono andare avanti insieme.

“In Italia siamo messi meglio rispetto ad altri Paesi, con le classi miste che funzionano bene. Anche lo studente con disabilità può dare molto, arricchendo tutta la comunità scolastica”.

Il progetto ha già alle spalle più di 600 incontri nelle scuole e continua ad operare nel contesto della cittadinanza attiva con un team composto da sei persone. Per seguire gli incontri e le attività del gruppo sono attive le pagine social: Facebook; Instagram; YouTube.

 

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