Milano, preside 'Volta': "Maturità in presenza? Si può fare"

Milano, preside ‘Volta’: “Maturità in presenza? Si può fare”

Domenico Squillace risponde a sindaco Sala: "No scuola nei teatri"
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MILANO – Sì all’esame di maturità in presenza e sì ai tamponi per garantire il rientro a settembre, salvo organizzare una didattica mista a distanza e in presenza. No invece alle scuole nei teatri, così come proposto dal sindaco di Milano Giuseppe Sala. È questa in sintesi la posizione di Domenico Squillace, dirigente scolastico del liceo scientifico ‘Volta’ di Milano.

“Se da maggio-giugno, come dicono, riprenderanno gradualmente le attività, salvo una riesplosione estiva del virus, non vedo particolari difficoltà a fare l’orale in presenza con il distanziamento di sicurezza- dichiara Squillace a diregiovani.it– Per fare un orale ci vuole un presidente, sei commissari, un candidato, e almeno un testimone che però può anche essere collegato da remoto. Secondo me le scuole superiori italiane hanno gli spazi per ospitare un massimo di 10 persone a distanza di sicurezza, con la mascherina, e fare così questo rito di passaggio. Vedo più complicato, anche se non impossibile, mettere 250 studenti, penso al ‘Volta’, a fare le prove scritte”.

Sulla modalità di rientro a settembre, il dirigente specifica:

“Il governo, più che le singole regioni, ci faccia sapere come garantire la sicurezza, se potremo rientrare tutti in classe, come io spero, oppure no. Se non potremo, dovremo inventarci qualcosa ma la soluzione non credo sia la proposta del sindaco Sala di fare scuola nei teatri o nei cinema. Vuol dire non sapere quante scuole, quanti cinema e quanti teatri ci sono a Milano. Forse pensano che basti sistemare i licei del centro nei teatri del centro. E gli altri? Ma se anche fosse possibile, sarebbe una buona lezione mettere in una sala tutti gli alunni, che so, del primo anno? Il ‘Volta’, come molte altre scuola in Italia, si trova a dover comprimere gli studenti dentro aule non sufficientemente spaziose pur di non lasciare fuori nessuno. E questo al di là dell’emergenza. Se mi dicono che devo tenere gli studenti a distanza di sicurezza, come faccio a far entrare trenta alunni nelle mie aule? Io posso al massimo tenerne dieci”.

Cosa si può fare quindi?

“Per fare i doppi turni mi servono il doppio del personale e il doppio delle risorse economiche, dunque economicamente questa via mi pare insostenibile. Il piano B, in emergenza, se non possiamo far entrare tutti, è ipotizzare una soluzione mista di didattica a distanza e didattica in presenza: 1/3 di alunni in classe e 2/3 a distanza, a rotazione settimanale, in modo che col gruppo in classe si possano fare anche seriamente le verifiche e le interrogazioni”.

Ma questa è una soluzione tampone, secondo Squillace,

“valida solo se non si può fare quello che farebbe un paese serio: tamponi a tutto il personale scolastico e a tutti gli studenti e uso dell’app Immuni per tutti, tutelando la privacy degli utenti. Solo così possiamo riportare a scuola i 1200 studenti del ‘Volta'”.

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