La forza della reciprocità contro il coronavirus

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Ogni relazione che si rispetti necessita di reciprocità, ovvero quella capacità di comprendere e rispondere ai bisogni dell’altro. Non si tratta soltanto di “dare ed avere” nella relazione di scambio, ma della possibilità di godere appieno di ciò che gli altri ci donano come e quando vogliono, spontaneamente. Spesso abbiamo avvertito la nostra società come brutale proprio per mancanza di empatia, di contatto umano e di reciprocità nei confronti dell’altro, ma in un momento duro come questo, pieno di paradossi e incertezze legate al Coronavirus, sono proprio le emozioni ed i sentimenti a prevalere. Questa, quindi, forse è un’occasione per connetterci con noi stessi, sentendo in maniera ancora più forte il valore della comunità e della solidarietà. Può essere, inoltre, un momento in cui è importante coltivare la pazienza e l’auto osservazione per mettere in luce i nostri veri bisogni e soffermarci sui desideri che vogliamo realizzare. Citando le parole del filosofo Simone Weil «un essere umano ha una radice grazie alla partecipazione reale, attiva e naturale all’esistenza di una collettività».

COSA FARE PER COLTIVARE NOI STESSI E LE RELAZIONI CON GLI ALTRI STANDO IN CASA

1. SENTI COME TI SENTI: è normale in questo momento provare diverse emozioni contrastanti contemporaneamente e non c’è un modo giusto o sbagliato di sentirsi. Quindi concediti, e concedila anche all’altro, la libertà di esprimere le emozioni senza vergogna.

2. FOCALIZZA DEGLI OBIETTIVI significativi da raggiungere provando a vedere questo periodo come occasione di crescita e non di minaccia, in modo da non entrare nel panico ma, anzi, mettendo in atto piccole azioni che possono creare ordine fuori e dentro di te.

3. ALIMENTA PENSIERI NUOVI abbandonando i vecchi, in modo da disfarti di inutili abitudini e lasciando andare ciò che sai di non poter controllare.

4. CONCEDITI UNO SPAZIO PER NUTRIRE I RAPPORTI CON I FAMILIARI che per la vita frenetica fatta fino ad ora, sono probabilmente quelle persone che conosci meno, prova a stimolare, in questo modo, un dialogo anche con fratelli e genitori.

5. METTI IL TUO TALENTO AL SERVIZIO DI CHI NE HA BISOGNO così facendo potrai offrire un sostegno e chissà strappare un sorriso a chi è in difficoltà o magari fatica più di te ad accettare le limitazioni imposte a tutela di tutti.

CURIOSITÀ 

L’Arci di Bergamo, la città italiana più colpita dal virus, invita a scrivere “Storie dalla quarantena”. Scrivere quello che stiamo vivendo, scrivere di amore e di speranza, scrivere di rabbia o di gioia, scrivere senza timore di essere giudicati, ma con la voglia di condividere e conoscersi. Le lettere verranno raccolte in un libro che rimarrà come memoria fertile di una stagione che ci vede tutti costretti e uniti nella stessa solitudine, senza distinzione di età, sesso o estrazione sociale. Qui i riferimenti  http://www.arcibergamo.it/?p=2676

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