Ghemon: "Scritto nelle stelle è il frutto della mia testa dura"

Ghemon: “Scritto nelle stelle è il frutto della mia testa dura”

Il cantautore a distanza ci ha raccontato il suo nuovo disco, fuori il 24 aprile
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ROMA – In un periodo in cui le uscite discografiche vengono rimandate, arriva su tutte le piattaforme di streaming ‘Scritto nelle stelle’, il nuovo album di inediti di Ghemon, fuori dal 24 aprile per Carosello Records e Artist First. Un lavoro atteso che viene pubblicato a un anno e mezzo dalla partecipazione con ‘Rose Viola’ al 69esimo Festival di Sanremo, l’ultimo di Claudio Baglioni. In mezzo tanta ansia, la depressione e lo spostamento della release a causa dello scoppio dell’emergenza Coronavirus.

1. Questioni Di Principio
2. In Un Certo Qual Modo
3. Champagne
4. Due Settimane
5. Cosa Resta Di Noi
6. Inguaribile E Romantico
7. Buona Stella
8. Io E Te +
9. + Un Vero Miracolo
10. Un’Anima
11. K.O.

Nonostante tutto ciò, Ghemon non ha, però, perso il suo senso dell’umorismo, come si evince dalle dichiarazioni rilasciate a Diregiovani in un’intervista a distanza:

“Visto che nella mia vita ho lavorato anche in un’agenzia di scommesse, era più quotato un’asteroide nelle previsioni”. 

Pubblicare in quarantena, però, era un dovere e un regalo che il cantautore vuole fare ai fan:

“Per fortuna la tecnologia ci aiuta molto. Mi ha aiutato dall’inizio della quarantena a stare in contatto con le persone che mi seguono – racconta- questa è una cosa bella. Sono sempre stato un pochino, non dico schivo, ma diciamo che mi espongo quando me la sento e quando ho iniziato con le dirette l’ho fatto, non perché avessi bisogno di cuoricini per riempire la noia, ma perché c’era qualcuno che mi stava chiedendo di prendere parola e sono le stesse persone, i fan, che mi hanno chiesto a gran voce di far uscire questo disco. Di non aspettare, che ne avevano bisogno”. Nell’emergenza, quindi, nulla è scontato: “Contrariamente a quanto dice qualcuno – spiega l’artista di Avellino – la musica è importante. Perciò è comunque un’emozione, è un’emozione pensare di rilasciare qualcosa a cui ho donato una parte grossa della mia vita e di cui sono fiero. Ci ho messo tutto me stesso”. 

Ghemon, al secolo Giovanni Luca (lui preferisce semplicemente Gianluca) Picariello, è così pronto a tornare e lo fa con un album che è frutto di un lungo cammino. Un album in cui lo ritroviamo fedele al suo dna ma in qualche modo profondamente cambiato.

In ‘Scritto nelle stelle’ c’è l’accettazione dei propri difetti e non l’accusa di non essere in qualche modo all’altezza, c’è l’amore e c’è l’affermazione di sé a prescindere dai giudizi negativi e dalle critiche non costruttive. Una visione, in generale, più positiva della vita e delle relazioni. 

Undici le tracce che già dal primo singolo, ‘In un certo qual modo’, raccontano Ghemon ma soprattutto Gianluca. Tra soul e rnb, Ghemon fluttua tra i generi a lui più congeniali e regala incursioni dal mondo rap nudo e crudo, che all’inizio della sua carriera è stato lo starter principale.

“Questo disco è un miscuglio di tantissime cose – spiega – forse rispetto ai precedenti è quello in cui più le ho processate e le ho fatte uscire a modo mio. Si intuiscono le spezie da cui le cose derivano ma la ricetta è mia”. 

In generale, il lavoro è il risultato della “mia testa dura”, dice sorridendo. La testardaggine è sicuramente stata la ‘Buona stella’ di Ghemon, per citare il titolo di un’altra canzone del disco.

“Diciamo ‘aiutati che il ciel ti aiuta’ – aggiunge- quindi tutte le volte che nella preparazione di questo disco mi sono anche fatto qualche domanda, se ero sulla strada giusta, alla fine l’esperienza mi ha fatto continuare e, quindi, penso che per questo impegno e questa testa dura ci sarà una ricompensa”.

Gli instore digitali

In quarantena e con una routine il più possibile normale, Ghemon adesso non desidera altro che incontrare i fan e fargli sentire la sua vicinanza, oltre che con il disco pubblicato nonostante il periodo non sia dei più rosei. Da qui nasce l’idea di di organizzare degli instore digitali.

“Al di là dell’aspirazione che io possa avere come artista di farmi apprezzare da più persone possibili, da un pubblico vasto – spiega Gianluca -mi sono preoccupato prima di quelli che ho vicino tutti i giorni, che sono quelli che comprano il disco in pre-order e mi danno fiducia perché loro stanno investendo su una cosa che non sanno com’è, almeno lo possono intuire da un singolo. Volevo trovare una maniera per ringraziarli e questo è un piccolo gesto che occuperà un po’ di tempo della prossima settimana a me e a loro. Ci vedremo in videochiamata”.

Il tour e i live drive-in

Per il tour di Ghemon inizialmente previsto per aprile, invece, si dovrà aspettare ancora un po’, per cercare di capire quando riprogrammare le date e come far svolgere i concerti in piena sicurezza. Sulla possibilità di organizzare spettacoli in modalità drive-in, l’artista non ha una visione negativa:

“Ben venga qualsiasi cosa che ci permetta di stare insieme in un modo o nell’altro finché le cose non torneranno com’erano perché torneranno com’erano. Saremo cambiati noi. Vivere un concerto dal vivo è un’esperienza impagabile che si ripeterà e io mi auguro presto e con un poi di ottimismo al di là del fatto che dobbiamo essere per forza cauti e realisti. Mi auguro che sia prima di quello che noi pensiamo”

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