UFO, il Pentagono rilascia 3 video di oggetti volanti non identificati

UFO, il Pentagono rilascia 3 video di oggetti volanti non identificati

I fenomeni aerei osservati nei video sono ancora elencati come “non identificati”
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Sono noti al mondo dal 2017, ma solo oggi sono stati diffusi ufficialmente. Il Pentagono ha deciso di rilasciare 3 video di UFO o, più nello specifico, filmati che mostrano l’incontro dei piloti della marina militare americana con oggetti volanti non identificati.

“Dopo un’attenta revisione, il dipartimento ha stabilito che il rilascio autorizzato di questi video non classificati non rivela alcuna capacità o sistema sensibile e non ostacola le successive indagini sulle incursioni nello spazio aereo militare da parte di fenomeni aerei non identificati”, ha spiegato la portavoce del Pentagono, Sue Gough.

I fenomeni aerei osservati nei video sono ancora elencati come “non identificati”.

La terminologia “fenomeni aerei non identificati” (UAP – Unidendified Aerial Phenomena) è utilizzata da molto tempo dalla marina americana per quegli avvistamenti di velivoli/oggetti non autorizzati/non identificati che sono stati osservati entrare/operare nello spazio aereo di addestramento controllato dai militari.

E’ stato scelto di usare questo termine al posto del più comune UFO (Unidentified Flying Object, oggetto volante non identificato) perché quest’ultimo è legato allo stigma culturale che tutti conosciamo.

Due dei video risalgono al gennaio 2015, uno al novembre 2004.

I filmati sono stati inizialmente rilasciati a fine 2017 dal New York Times e da To the Stars Academy of Arts and Science, organizzazione che indaga sulla “scienza e pensiero non convenzionale”, fondata da Tom DeLonge, un ex membro dei ​Blink 182.

 

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

Le notizie del sito diregiovani sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «diregiovani.it» e l'indirizzo “ www.diregiovani.it