I segnali della seduzione: un gioco senza parole

I segnali della seduzione: un gioco senza parole

Il linguaggio del corpo è molto più importante di quello che si possa pensare. Ciò che il corpo fa, ancor prima che siano pronunciate le parole, rappresenta gran parte del contenuto del messaggio che intercorre tra i due attori della comunicazione. È proprio il “non verbale” e la gestualità ad occupare la percentuale più rilevante; circa il 55% della comunicazione, infatti, passa attraverso i gesti e gli atteggiamenti. Paul Ekman, psicologo statunitense ed uno dei massimi esponenti delle ricerche nell’ambito generale del comportamento non verbale, afferma che noi recepiamo continuamente messaggi dall’ambiente che non prevedono il linguaggio come mezzo di comunicazione esplicito, ma comunque questi non passano inosservati alla nostra percezione: la tonalità della voce, l’espressività del volto, i movimenti oculari, il respiro, la postura, la gestualità e la distanza tra noi e l’altro. Alla luce del linguaggio verbale, sottolinea lo studioso, non può che celarsi, più o meno nitida, l’ombra del linguaggio corporeo. Essa, come ogni ombra, ha il potere di definire meglio l’oggetto che la proietta arricchendolo di sfumature e tridimensionalità. Inoltre, la maggior parte di questi messaggi riguardano la sfera delle emozioni e dei sentimenti. Questa è la ragione per cui, anche in amore, ad esempio, il gioco di attrazione e seduzione si costruisce soprattutto sui gesti, più che sulle parole.

Quando siamo colpiti da una persona che ci attrae particolarmente siamo soliti produrre una serie di segnali involontari, siano essi gesti, movenze o variazioni di postura ed altro, che avvengono per lo più in maniera inconsapevole e che non sono governati dalla logica della razionalità. D’altro canto, tassello dopo tassello, grazie all’analisi di quanto percepito, ognuno di noi può attribuire un significato all’atteggiamento dell’altro; spesso ciò accade grazie dalla nostra precedente esperienza, generando in noi un metro di paragone per valutare la credibilità del messaggio che stiamo ricevendo. Questo sistema di elaborazione e valutazione sembra attivarsi in maniera istintiva e quasi automatica. Ed ecco appunto, la natura celata di quella sensazione di tensione che si viene a creare nel gioco della seduzione tra due individui.

La ricerca sullo studio del comportamento umano, in particolare nell’ambito della seduzione e dell’attrazione si è mossa da sempre con due obiettivi specifici: da un lato comprendere quali sono gli atteggiamenti alla base della seduzione per identificare i segnali differenti tra i due sessi, e dall’altro lato evitare tutta una serie di errori o “strafalcioni” se vogliamo far colpo su qualcuno.

Di certo possiamo per prima cosa riferirci ad un comune motivo conduttore dell’attrazione e del corteggiamento nel comportamento non verbale, ossia l’esaltazione delle caratteristiche proprie del sesso di appartenenza. Esistono, però, segnali d’attrazione che valgono per entrambi i sessi, come accarezzarsi i capelli, passare la mano su alcune parti del corpo, manipolare più o meno allusivamente oggetti propri o dell’altro, toccare il partner per un tempo superiore ai tre secondi, oppure guardare l’altra persona per un tempo più lungo del normale o guardarla per più di una volta. In generale, i segnali mostrati dal volto (sguardo seduttivo, sorrisi, atteggiamento interessato e vivace) sono maggiormente percepiti come segno di attrazione.

Di solito, una donna davanti ad una persona da cui si senta attratta, può leccarsi o mordicchiarsi le labbra; tale gesto ha l’effetto di un forte richiamo sessuale, ed inconsciamente può significare una carenza di tipo affettiva che vorrebbe essere compensata. Anche il grattarsi o massaggiarsi l’orecchio, per lo più identificato come zona erogena, ha altrettanti effetti sull’interlocutore. Seguono poi movimenti corporei, quali l’accavallamento delle gambe, mettere in mostra parti del corpo, quali il seno o le linee sinuose del corpo, oppure il giocherellare con una collana o il girare l’anello o il bracciale attorno al dito o al polso può evocare desideri di tipo affettivo-sessuali.

Il repertorio maschile, risulta in qualche modo più misurato di quello femminile, basandosi per lo più sul magnetismo della presenza e sull’intensità degli sguardi e dei gesti. Lo sguardo e la postura indicano fermezza e sicurezza: sguardo da predatore, schiena dritta, spalle aperte, esibizione dei pettorali, o esibire naturalezza e disinvoltura nella postura sia da seduti che in piedi, dove le mani (simbolicamente identificate con l’idea di contatto, relazione, sicurezza, protezione e prendersi cura) sono in evidenza e non nervosamente nascoste.

Le insidie di un corteggiamento seduttivo possono d’altronde essere tante. La regola fondamentale resta sempre la spontaneità ed essere sé stessi. Molti vedono in questo un monito, una falsa chimera per chi è estremamente timido e teme che qualunque mossa porterà ad un insuccesso. Ma è pur vero che se la spontaneità deve diventare l’obiettivo, forse probabilmente ne avremmo già perso il senso. Allora, forse la vera spontaneità sta nell’essere aperti a lasciarsi sorprendere da quella dinamica estremamente inconsapevole, ma altrettanto piacevole e inaspettata del gioco della seduzione, senza premeditati e forzati schemi o strategie. Come affermava Hermanne Hesse, “L’amore non bisogna implorarlo e nemmeno esigerlo. L’amore deve avere la forza di attingere la certezza in sé stesso. Allora non sarà trascinato, ma trascinerà.”

Lo sapevi che…

Un piccolo insetto d’acqua, il Micronecta scholtzi lungo appena due millimetri, si aggiudica il primato di animale più rumoroso del globo, almeno in relazione alle sue dimensioni. Quando arriva la stagione degli amori i maschi attirano le compagne grazie a un prodigioso stridore, un richiamo sessuale che supera i 99 decibel, quanto un’orchestra di fiati. Per generarlo, i piccoli insetti sfregano il pene sui loro segmenti addominali, il meccanismo da un gruppo di ricercatori del Muséum National d’Histoire Naturelle di Parigi.

Nel ‘700 il ventaglio, all’epoca accessorio immancabile del look delle dame, era uno strumento di seduzione, con il quale rispondere affermativamente o negativamente, mostrando interesse o fastidio, al conteggiamento degli uomini, senza che i presenti se ne accorgessero. Esso costituiva una sorta di linguaggio in codice per interagire segretamente con lo spasimante. Particolarmente importanti erano le stecche del ventaglio: aprirne tre significava “vi amo” mentre contarle con le dita voleva dire “parliamone più tardi”.Allo spasimante non restava che contare quante stecche del ventaglio restavano aperte, il numero delle quali corrispondeva ai giorni di attesa.

Dubbi e domande…

Martina, 17 anni
Mi sono infatuata di un ragazzo che fa sport con me, non nel mio corso…
Anonima,
Un cliente di 40 anni non fa che dirmi “sei affascinante”…


Nel film “Hitch, Lui sì che ci sa fare con le donne”, il protagonista Alex Hitchens detto “Hitch” è noto come il “Dottor Rimorchio”: di professione infatti aiuta gli uomini a conquistare le donne di cui sono innamorati…

Seduzione Hitch Lui si che ci sa fare con le donne

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