La gestione delle emozioni nei bambini

La gestione delle emozioni nei bambini

Rabbia, paura, tristezza: i piccoli mostri e le buone prassi
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In questo momento storico particolare segnato da una pandemia globale con le restrizione imposte, la vita di tutti è drasticamente cambiata. Ognuno ha dovuto riorganizzare le proprie abitudini, le proprie esigenze, insieme allo spazio abitativo, famigliare e lavorativo. Ai genitori è stato chiesto un compito molto difficile, che implica non solo la propria riorganizzazione lavorativa e di coppia, ma anche genitoriale. Viene chiesto loro di essere genitori, ma al contempo insegnanti ed educatori.

Ai bambini è stato chiesto un lavoro importante. L’isolamento domiciliare ha drasticamente modificato le loro abitudini: andare a scuola, stare con gli amici, fare sport. Oltre ad aver modificato la quotidianità ha investito anche la parte affettiva e relazionale con i propri genitori. Durante la crescita le fasi evolutive sono scandite dal presente. I bambini piccoli non hanno una progettualità a lungo termine come gli adulti, ma la acquisiscono gradualmente ognuno con i propri tempi. Nei bambini più piccoli ad una prima fase di accomodamento con emozioni positive, di sperimentazione della nuova condizione potrebbero seguire dei momenti di “affaticamento” dovuti alla stanchezza, al bisogno di condividere, alla difficoltà nello stare in casa a volte in spazi ristretti.

Tante sono le emozioni che si possono scatenare nei bambini: crisi di rabbia o di pianto, paura, tristezza. Importante in questi momenti è cercare di avere una sintonizzazione affettiva con il bambino in modo da farlo sentire accolto e ascoltato. Per i più grandi c’è la possibilità di leggere insieme delle storie e di dare un nome ed un volto a queste emozioni così forti ed intense attraverso il disegno, la scrittura. Non bisogna perdere di vista la complessità del momento.

Un bambino che di colpo vede stravolte le proprie routine, dalla sveglia, all’addormentamento, al momento dei pasti e della condivisione con i pari, ha bisogno di tempo per poter dare un senso a tutto e adattarsi alla nuova condizione. Queste sono abitudini fondamentali che danno al bambino il senso di appartenenza e di possibilità di sperimentarsi insieme agli altri. Importante è mantenere una regolarità nel sonno e nei pasti, per evitare ulteriori squilibri dovuti alla nuova riorganizzazione.

In alcuni bambini potrebbe emergere la paura della malattia e della morte. Inevitabilmente accomunati da un senso di paura trasmesso anche dagli adulti di fronte a questa situazione, è bene ricordare che è importante parlare di queste condizioni ai bambini. Nei primi anni di vita solitamente i bambini immaginano la morte come appartenente alle persone anziane e malate, pian piano integrano il pensiero generalizzandolo a tutti. Non bisogna mentire, ma è importante spiegare loro con parole adatte all’età che la morte è un fenomeno che fa parte della vita, che tutto ciò che sta accadendo è momentaneo e che è importante seguire le regole per evitare di ammalarsi. Dare ai bambini un senso di realtà senza creare in loro false paure o credenze è utile per aiutarli nello stare in questa nuova situazione.

Altre paure potrebbero manifestarsi nella fase dell’addormentamento. Dialogare con i bambini, sintonizzarsi e cercare di sciogliere i nodi attraverso una fiaba, un momento di condivisone nell’andare a letto, sono buone prassi per cercare di dare loro aiuto e sollievo. Alcuni bambini potrebbero “chiudersi” e sperimentare la tristezza di non poter giocare con i loro amici, andare a scuola, fare una passeggiata al parco, vedere i nonni. Bisogna definire loro il momento, spiegando che è temporaneo e che queste nuove modalità di vivere sono importanti per poter tornare presto a stare con gli amici. Non bisogna “forzare” i bambini nell’avere contatti esterni bensì rispettare i loro tempi.

Continuare ad avere rapporti con i familiari e gli amici con video chiamate, telefonate è importante, ma non deve diventare per loro un obbligo. I bambini potrebbero avere momenti di chiusura atti a sperimentare la nuova situazione e a crearsi la possibilità di adattarsi. Come gli adulti anche i bambini hanno bisogno di tempo per riorganizzarsi in questa nuova condizione. Ciò che per alcuni potrebbe essere interessante all’inizio, potrebbe diventare frustrante poi. I bambini hanno una grande capacità di riadattamento, ed hanno bisogno di essere accolti, sostenuti ed ascoltati per poter creare e trovare lo spazio nel quale sentirsi al sicuro e tornare a sperimentarsi.

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