All'istituto Salvemini di Casalecchio di Reno una lezione dedicata al virus

All’istituto Salvemini di Casalecchio di Reno una lezione dedicata al virus

Percorso di educazione alla salute per le classi seconde
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ROMA – Questa mattina quasi 100 ragazzi dell’ITC ‘Salvemini’ di Casalecchio di Reno hanno avuto l’occasione di chiarirsi le idee sul Covid-19 grazie a una lezione di due ore coordinata dalle docenti Annalisa Canova e Rita Gaspari e tenuta dalla dottoressa Jessica Brunetti, biologa, dell’università di Ginevra. Un’occasione da non perdere, soprattutto di questi tempi.

La lezione è iniziata con la differenza fra virus e batteri, per poi ripercorrere la storia delle ultime pandemie: la Sars del 2003, la Mers del 2012 e il Sars Cov 2 del 2019. Per proseguire poi spiegando il tipo di trasmissione, il meccanismo di infezione nella cellula ospite, il significato del valore R0, i sintomi quelli sistemici e quelli respiratori e la diagnosi.

I ragazzi, per la modalità della didattica a distanza, sono una lista di nickname e icone fisse, telecamere e microfoni spenti, le domanda arrivano in chat, due trovano il coraggio di farsi vedere e sentire, Marco e Andrei, per un paio di chiarimenti. L’esperta ha avuto modo anche di ‘smontare’ alcune delle fake news che girano da mesi in rete, una su tutte la falsa convinzione, ribadita ieri anche dal segretario di Stato Usa Mike Pompeo, che il Covid-19 provenga da un laboratorio cinese.

“A gennaio è uscito un articolo su Nature- ha sottolineato la Brunetti- dove hanno evidenziato come sia un virus naturale, molto difficile da riprodurre in laboratorio. Praticamente impossibile”.

Sul sito del ministero della Salute ci sono più di 50 esempi di fake news sul Covid-19 che tutti possono consultare per dissipare ogni dubbio. Ma cosa ne sapevano i ragazzi di questo virus? Poco, e quando gli viene chiesto quale sia lo strumento che hanno utilizzato per informarsi durante questa pandemia in molti rispondono Internet, alcuni tramite la televisione, in pochi leggendo i giornali e poi c’è uno studente che risponde: con “televisione, giornali e Nicola Porro”.

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