Università, Sant’Anna di Pisa: i ragazzi del collegio raccontano la quarantena

Studenti spiegano come si sono organizzati durante il lockdown e la fase 2

ROMA – “La Scuola Sant’Anna ha costituito una task force, di cui faceva parte anche un gruppo di medici oltre alla Rettrice e tanti altri, che da subito si è messa a lavoro per progettare la fase 2 in modo che si potesse continuare a vivere l’Università senza correre rischi- ha dichiarato nas Khalil, allievo ordinario del quarto anno in medicina- Un lavoro che ha visto anche la partecipazione attiva di noi studenti che abbiamo portato il nostro contributo non solo all’interno della Scuola, ma anche all’esterno con una campagna di divulgazione scientifica nel tentativo di informare la cittadinanza e evitare la diffusione delle tante fake news che hanno circolato e continuano a circolare sul Covid 19″.

Carola Pircio allieva ordinaria del primo anno di giurisprudenza ha raccontato come sia cambiata la situazione durante i mesi del virus e nella prima parte della fase 2:

“La mensa, i laboratori, la didattica è stato tutto rivoluzionato, devo dire che da parte della Scuola c’è stato un impegno a 360° per riaprire nella massima sicurezza. Sotto questo aspetto mi sono sentita molto tutelata”.

Nel collegio normalmente “siamo 250 allievi- ha continuato Khalil- ovviamente con questa situazione in molti sono tornati e siamo rimasti in 65; in pratica sono coloro che, per diverse ragioni, non potevano rientrare nel proprio domicilio oppure studenti di medicina degli ultimi anni che hanno continuato la formazione medica; che non è mai stata interrotta”.

La vita all’interno del collegio è stata stravolta.

“Ci siamo sempre sentiti una famiglia- sottolinea Pircio- ci conosciamo tutti, siamo molto legati e abbiamo sempre condiviso molto insieme, il virus ha cambiato tutto, soprattutto la nostra dimensione di socialità”.

Di solito “siamo sistemati metà in stanze singole e metà in doppia- ha concluso Khalil- ma con l’emergenza Covid ognuno è stato sistemato in una stanza singola. C’è l’obbligo di mascherina in tutti gli spazi comuni e, a mensa, che era il luogo principe in cui socializzare, i distanziamenti sono stati anche più rigidi di quello che prevedeva il decreto. La vita è cambiata ovviamente, ma sapere che tutto questo è fatto per l’incolumità di tutti ci lascia molto tranquilli”. 

2020-06-10T10:22:15+02:00