I possibili effetti traumatici della pandemia

I possibili effetti traumatici della pandemia

Il trauma psicologico viene definito come una “ferita dell’anima” che rompe il consueto modo di vivere
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ROMA – L’odierna condizione di pandemia che ha colpito il nostro paese rappresenta per tutti noi un’esperienza traumatica e in quanto tale può avere importanti risvolti psicologici sugli individui. Ma che cos’é un trauma? Il trauma psicologico viene definito come una “ferita dell’anima” che rompe il consueto modo di vivere e vedere il mondo e che ha un impatto negativo sulla persona che lo vive. Tra i diversi tipi di traumi si evidenziano quelli più individuali e soggettivamente disturbanti, che sono caratterizzati dalla percezione del soggetto di un pericolo imminente non particolarmente intenso, come l’esposizione ad esperienze di bullismo, stalking o umiliazioni; e quelli più collettivi che minacciano l’integrità fisica sia individuale sia del contesto sociale presente attorno all’individuo. In questa categoria rientrano i disastri naturali, le guerre, i terremoti e tutte quelle situazioni che vanno al di la del controllo umano, fino ad arrivare all’odierna condizione di pandemia che ha colpito il nostro paese. Nelle situazioni traumatiche non tutti reagiscono allo stesso modo e la reazione di ciascun individuo viene influenzata sia dall’intensità dell’esperienza traumatica in se, sia dalle sue caratteristiche di personalità. Nello specifico dinanzi a traumi collettivi più intensi e in presenza di una struttura di personalità più fragile è possibile che sia necessario fornire all’individuo un aiuto per evitare che l’esperienza traumatica possa continuare ad interferire negativamente nella sua vita, attraverso i ricordi e le emozioni ad essa associati. Per questo la relazione è fondamentale per aiutare l’individuo ad affrontare in maniera più funzionale la sua esposizione al trauma. Nello specifico diventa indispensabile per lui poter condividere le emozioni e i sentimenti associati all’esperienza traumatica, con qualcuno che sia in grado di ascoltare. L’ascolto infatti garantisce al soggetto la costruzione di uno spazio simbolico nuovo che gli permette di alleviare il senso di solitudine e il senso di colpa spesso associati al trauma a cui viene esposto. In generale quando si vive un’esperienza di questo tipo è frequente la sensazione di solitudine che può essere associata ad un senso di vergogna per le emozioni che si avvertono nel proprio mondo interno. Inoltre a volte può anche capitare di vivere dei sensi di colpa rispetto a quanto accaduto, che possono attivare nella propria mente pensieri del tipo: “merito di sentirmi così, è stata tutta colpa mia, ….”. In questo frangente l’ascolto in generale e l’ascolto terapeutico nello specifico divengono fondamentali per aiutare il soggetto ad elaborare questo genere di vissuti. Pertanto nell’attuale condizione traumatica di pandemia diviene fondamentale per tutti noi imparare a darci la possibilità di condividere i nostri vissuti profondi con qualcuno che riesca ad accoglierli, dandoci così la percezione di sentirci meno soli. Fondamentale diviene quindi la comunicazione e il dialogo, in primis con la nostra famiglia, al fine di contrastare gli elementi di solitudine e angoscia associati a questo particolare momento storico. In alcune situazioni può essere utile inoltre fare riferimento anche a figure professionali esterne, che possano accogliere l’individuo in maniera totale, dandogli la possibilità di rielaborare i vissuti emotivi che caratterizzano il suo mondo interno, in modo più completo, evitando che questi possano interferire con le altre aree della sua vita.

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