23 maggio, studenti Mediglia: "Nostro balcone sarà la piazza"

23 maggio, studenti Mediglia: “Nostro balcone sarà la piazza”

Istituto comprensivo 'Loi', nel milanese, ha aderito alla campagna della Fondazione Falcone
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MILANO – Un lenzuolo per dire grazie a chi ha fatto la sua parte, nella lotta contro la mafia e in questi giorni di pandemia. E’ l’iniziativa rilanciata dall’istituto comprensivo di Mediglia, nel milanese, intitolato a Emanuela Loi, l’agente di scorta del giudice Paolo Borsellino, vittima della strage di via d’Amelio, per il ventottesimo anniversario della strage di Capaci.  Ogni 23 maggio, appunto, la scuola partecipa ai bandi di concorso promossi dalla Fondazione Falcone in ricordo di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo e più di una volta si è imbarcata sulla Nave della legalità che dal porto di Civitacecchia conduce centinaia di scuole a Palermo per la manifestazione nazionale ‘Palermo chiama Italia’.

Quest’anno, come recita una campagna con cui la fondazione diretta da Maria Falcone vuole recuperare la tradizione di protesta tutta palermitana che è l’esposizione di lenzuoli bianchi contro la mafia, ‘Il balcone sarà la piazza’:

“Vista l’impossibilità di organizzare cortei e raduni- è l’invito della dirigenza di Mediglia alla comunità scolastica- gli studenti e i cittadini sono invitati ad affacciarsi dai balconi di casa appendendo un lenzuolo bianco, striscioni o cantando l’Inno d’Italia, facendo sentire la presenza e l’unità in varie forme, esprimendo un pensiero di gratitudine a chi, nella lotta alla mafia, o nella dura battaglia contro la pandemia, ha fatto la propria parte”.

‘Il coraggio di ogni giorno’ è infatti il tema di questa edizione delle celebrazioni:

“In questa drammatica emergenza tutti noi abbiamo colto la bellezza rappresentata dalla solidarietà e dall’impegno di scuole, associazioni e cittadini e vogliamo che questo 23 maggio, come fu nel ’92, segni l’inizio di una ripartenza, una sorta di rinascita del Paese che si ritrova più unito e che ce la fa grazie ai suoi eroi del quotidiano. Medici, infermieri, esponenti delle forze dell’ordine, insegnanti, militari, volontari della Protezione civile, farmacisti, commercianti, rider, impiegati dei supermercati. Donne e uomini che hanno reso straordinario il loro ordinario impegno. In fondo, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e le altre vittime della mafia, ci hanno insegnato proprio questo: l’importanza che ciascuno faccia la sua parte fino in fondo”.

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