Io non voglio essere un peso per nessuno e mi tengo tutto dentro…

Buonasera, so che ultimamente vi sto scrivendo spesso ma è che nell’ultimo periodo mi passano per la mente tante cose, così tante che a volte non riesco nemmeno a identificarle e tutto questo mi rende molto inquieta. Spero tanto di non risultare fastidiosa perché ne sarei troppo dispiaciuta. 
Non so bene perché ho questa inquietudine ma credo che sia perché per la prima volta sto facendo seriamente i conti con il fatto che io non riesco a perdonarmi. Perdonarmi cosa? Non lo so. Ma so che anche prima della quarantena e tutto io mi sentivo come se avessi sempre qualcosa da nascondere, come se avessi dei giganti scheletri nell’armadio da occultare, come se avessi un conto in sospeso ancora da risolvere. Probabilmente è così, c’è sicuramente qualcosa di irrisolto in me, ma io non me ne ero mai accorta veramente, è come se stessi aprendo gli occhi ora per la prima volta e so che questo è anche grazie agli spunti che mi avete dato voi. Ora da una parte mi sento meglio perché sto riuscendo a tirare fuori cose che forse tenevo dentro da troppo tempo, ma allo stesso tempo sto malissimo perché so che c’è un problema ma io non riesco a vederlo. Se io riuscissi a vederlo gli direi “ok problema, sei qui, ora ti vedo e in qualche modo ti risolverò”. Ma non lo vedo anche se lui c’è, e non vedendolo non riesco a prenderlo di petto. Io mi tengo tutto dentro perché ogni volta che ho provato a esternare qualche sentimento più negativo sono stata abbandonata. Io,non per vantarmi, sono sempre stata una buona ascoltatrice per tutti e ho sempre dato più validi e onesti che potessi dare, ho assistito persone piangere per ore, giorni, settimane, mesi a causa di situazioni poco carine ma che per le quali, francamente, non c’era bisogno di stare così male. Di tutto questo io non mi penso neanche di una sola cosa, a me piace aiutate le persone perché io non vorrei che nessuno al mondo, specialmente le persone a cui voglio più bene, provassero nella vita quello che ho provato io: ogni volta che mi sono aperta esternando qualche emozione negativa sono stata accusata di essere una persona pensante e che per questo non era più bello essere mia amica, e magari questo duro colpo l’ho subito proprio da quelle persone che ho aiutato fino all’attimo prima. Questa cosa non mi è successa una sola volta, ma tutte le volte che ho provato ad aprirmi con qualcuno e ci sono ottime probabilità che è per questo che non lo faccio più. Non voglio essere un peso per nessuno. Se c’è una cosa che ho capito è che esistono due categorie di persone: quelle che anche se gli passa sopra solo una mosca tutto il mondo corre a soccorrerle e quelle che anche se gli passa sopra un meteorite ma nessuno corre a soccorrerle perché tanto ce la fanno da sole. Io credo di far parte della seconda categoria e forse è l’unica cosa con cui io sia mai riuscita a far pace.

Anonima


Cara Anonima,
bentornata 🙂
il viaggio in se stessi richiede tempo, proprio perchè può avere delle origine profonde e nascoste per cui come in uno scavo archeologico bisogna lavorare strato per strato con grande cura e senza fretta per non rovinare il tesoro nascosto. Non è facile stare nel tempo però, la voglia di sapere, di capire e trovare l’equazione giusta per stare bene è importante se non urgente. Ma hai fatto grandi scoperte fino ad ora e siamo sicuri che ce ne saranno altre.
Chissà che questa necessità di perdonarti non sia collegato a questa grande delusione che racconti. Alla possibilità magari di esserti esposta per poi sentirti abbandonata.
A volte si fa una grande fatica a chiedere aiuto e nel momento in cui lo facciamo ci aspettiamo qualcosa, anche in funzione di quello che doniamo agli altri. Ma spesso questa aspettativa viene messa in discussione, se non delusa. Forse perchè la richiesta non è chiara, forse perchè non tutti hanno la stessa capacità di accogliere e di vedere oltre o perchè gli altri ci comunicano una risposta che però non rientrando nelle nostre modalità la riteniamo sbagliata. 
Altre volte succede che scegliamo persone che possano implicitamente rinforzare le nostre difese e che permettono di alimentare quella corazza che abbiamo. Conoscendo meglio quell’area della frustrazione e della delusione sappiamo meglio come affrontarla, mentre aprirci ad altro ci spaventa non essendo un terreno che si conosce e reggere una ulteriore delusione sarebbe intollerabile.
Perdonare se stessi è una operazione forse complessa, ma probabilmente imparare a lasciar andare potrebbe essere un primo passo per amare te stessa.
Ovviamente, le nostre sono solo riflessioni, conosciamo poco di te e della tua storia, ma speriamo possano esserti di aiuto. Hai mai pensato di rivolgerti ad uno Psicologo, probabilmente avere uno spazio tuo dove depositare in totale libertà e in assenza di giudizio i tuoi vissuti potrebbe essere una risorsa importante per te. Facci sapere cosa ne pensi. 
Un saluto!

20 Maggio 2020