Mafie, le scuole romane rispondono all'appello di Maria Falcone

Mafie, le scuole romane rispondono all’appello di Maria Falcone

A 28 anni dalla strage di Capaci una commemorazione speciale
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ROMA – “Anche quest’anno, nonostante le difficoltà, il 23 maggio, ricorderemo le vittime della strage di Capaci e tutti i caduti per mano mafiosa. L’emergenza che viviamo ci impone di organizzare in forma diversa dal passato le commemorazioni, ma mai come oggi è importante individuare forme di partecipazione che ci permettano di stringerci tutti sentendoci ancora una volta parte dello stesso Paese. Proprio per questo desideriamo dedicare questo giorno della memoria a tutti coloro che oggi si sono prodigati per il bene della Nazione anche a rischio della vita”.

Inizia così l’appello lanciato da Maria Falcone, docente e attivista italiana e sorella di Giovanni, magistrato ucciso da Cosa Nostra nella strage di Capaci di 28 anni fa. E anche quest’anno, nonostante il distanziamento fisico imposto dall’emergenza, i docenti, le studentesse e gli studenti romani hanno risposto prontamente. Hanno elaborato delle forme creative di partecipazione, per dimostrare che la scuola c’è e continua ad essere un presidio sociale indispensabile, un antidoto efficace contro il virus della cultura mafiosa.

Proprio su questo parallelo gioca il video ‘La mafia spiegata ai bambini’, realizzato dagli alunni dell’IC ‘Via dei Sesami’ a Centocelle a partire dalla lettura del libro omonimo di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso. I bambini hanno disegnato e narrato gli episodi della favola che racconta dell’epidemia di mafia che colpisce il comune di Castelgallo, “una malattia che ti fa diventare uno scarafaggio”. La cultura mafiosa è spiegata ai bambini anche attraverso esempi a loro vicini di manifestazioni simili, come la prevaricazione e il bullismo.

Anche i ragazzi della IIIB dell’IC ‘Emma Castelnuovo’ hanno sviluppato delle riflessioni a partire da varie letture sul tema. Hanno poi realizzato dei disegni che sarebbero dovuti confluire in un grande albero della legalità e un poster sulla mafia, che però non è stato possibile concludere a causa della chiusura delle scuole.

Anche l’IC ‘Valente’, da sempre particolarmente attivo riguardo ai progetti di antimafia, ha risposto all’appello. Ragazzi e ragazze, ma anche alcuni docenti, hanno infatti registrato un video a distanza, ognuno dalla propria abitazione, cantando una canzone rap dalle rime forti. “Della mafia non hai bisogno, l’Italia libera sarebbe un sogno” hanno cantato, e ancora “accendi i colori della vita, non fare come i mafiosi che li spengono e si sentono grandiosi”.

Gli studenti dell’istituto ‘Nervi’ di Rignano Flaminio, servendosi di Photoshop e Illustrator, hanno realizzato un poster fortemente simbolico sul tema delle ecomafie, ma anche un video in cui condividono considerazioni e pensieri sulla lotta alla mafia. “Dobbiamo portare avanti il sogno di Falcone e Borsellino di un mondo senza la mafia- dice una ragazza- noi giovani abbiamo il compito di realizzare questo sogno perché da oggi le loro idee camminano sulle nostre gambe”.

Anche gli studenti dell’ IIS ‘Pertini-Falcone’ di Roma hanno prodotto un video collettivo, in cui ognuno ha condiviso una citazione di Giovanni Falcone, sul sottofondo della canzone ‘Pensa’ di Fabrizio Moro. “Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così”, “se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo”, “chi tace e piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola”, sono alcune delle citazioni lette dai ragazzi e dalle ragazze.

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