Noi adolescenti timidi e insicuri. Benedetta Raina racconta il suo primo EP

Noi adolescenti timidi e insicuri. Benedetta Raina racconta il suo primo EP

L'intervista a distanza alla cantautrice classe 2001
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Frequenta il liceo artistico ma la sua più grande ambizione è fare della musica il suo lavoro. E proprio nell’anno del suo esame di maturità, Benedetta Raina ha pubblicato il suo EP di debutto, “Frammenti”, fuori per Noize Hills Records. Un disco che racconta tutte le piccole realtà che un adolescente vive negli anni della scuola.

Attenzione, però! Non aspettativi storie romantiche di amori e cotte nate in classe. Con grande lucidità, Benedetta canta la vita vera di ogni ragazzo di questo tempo, come ci ha spiegato lei stessa in un’intervista a distanza. 

“L’adolescenza – dice la cantante classe 2001 – non è il periodo idilliaco, i migliori anni della nostra vita, come ci hanno sempre venduto. Per molti, invece, rappresenta un periodo di incertezze e insicurezze, soprattutto per la mia generazione che ha vissuto tanti momenti duri e in cui il futuro sembra incerto”.

La tracklist

Basta”, “Stata mai”, “Mi sveglio col caffè”, “Davvero”, “Non me ne frega se non ci vedo bene”.

Tra la speranza di superare i dubbi e le note a fare da conforto, Benedetta ci guida dentro le storie che ha vissuto personalmente in cinque diversi frammenti di realtà. Uno di questi ruota intorno a un’amicizia perduta, quella al centro di “Stata mai”, l’ultimo estratto del disco. Come spiega Benedetta stessa, parla di “un’amicizia che si è trascinata per tanto tempo ed è diventata tossica al tal punto da volermi far scrivere una canzone, che all’inizio si chiama addirittura Esasperazione”.

Nata ad Alessandria nel 2001, Benedetta si avvicina alla musica sin da piccola. La “folgorazione”, però, alle scuole medie. È in quel periodo che capisce di voler trasformare una passione in qualcosa di più. “Da piccola mi è sempre piaciuto ascoltare la musica ma anche cantare – racconta – l’illuminazione, però, l’ho avuta in terza media/prima superiore. In quegli anni lì, ho iniziato a voler fare qualcosa di più perché ho sentito la mia necessità di raccontare la mia storia con la musica”. Scrivere, però, “è anche il mio modo per sdebitarmi con quegli artisti che in tanti momenti duri mi hanno accompagnato e ispirato”. Una missione che, Benedetta, si augura di poter compiere anche lei un giorno, magari “scrivendo qualcosa che possa ispirare qualcun’altro”.

Voce delicata e penna promettente, Benedetta si candida così a conquistare un posto nel panorama indie-pop. Prima, però, c’è la maturità da affrontare. “Spero di finirla il più presto possibile”, ammette e “spero di recuperare quella libertà estiva vera e propria, di passare dei bei momenti dopo questa maturità che è una vera incognita”

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

Le notizie del sito diregiovani sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «diregiovani.it» e l'indirizzo “ www.diregiovani.it