Su Spotify una traccia di 8 minuti e 46 secondi di silenzio per George Floyd

Su Spotify una traccia di 8 minuti e 46 secondi di silenzio per George Floyd

Un omaggio all'uomo che proprio in 8 minuti e 46 secondi ha perso la vita
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ROMA – Otto minuti e quarantasei secondi di silenzio. È più assordante che mai la traccia inedita che Spotify ha inserito sulla sua piattaforma in onore di George Floyd.

L’azienda di Stoccolma ha lanciato il “brano” a sostegno del movimento Black Lives Matters nel giorno in cui la musica si è fermata in segno di protesta, nel Blackout Tuesday che ha visto i social network colorarsi di immagini nere.

Otto minuti e quarantasei secondi come gli otto minuti e quarantasei secondi che hanno portato alla morte Floyd. E, se le proteste infiammano e si alza la voce delle persone in tutto il mondo, quel silenzio diventa simbolo di un crimine che ferisce chiunque. 

Le playlist per George Floyd

La musica come filo che unisce i cittadini di tutto il mondo. In segno di vicinanza, Spotify ha anche pubblicato una playlist dedicata al movimento Black Lives Matter. Canzoni di empowerment diventate simbolo per diverse generazioni e che oggi più che mai simbolo di contrasto al razzismo. Scorrendo la playlist troviamo pezzi come “This is America” di Childish Gambino, “Freedom” di Beyoncé e Kendrick Lamar, “a lot” di 21 Savage o “Fight the power” dei Public Enemy.

Poi i grandi classici come “Say It Loud – I’m Black and I’m Proud” di James Brown“Love’s in need of love today” di Stevie Wonder, “Inner City Blues (Make Wanna Holler)” di Marvin Gaye e “Keep ya head up” di 2Pac.

La playlist prende il titolo di Black Lives Matter ed è in primo piano nella home di Spotify.

Il silenzio della musica in segno di protesta

La musica riparte, così, dopo lo stop di 24 ore che ha visto partecipare i grandi nomi della scena italiana e internazionale all’iniziativa del Blackout Tuesday. Dalle etichette musicali agli artisti più apprezzati, l’intero settore si è esposto per “disconnettersi dal lavoro e per riconnettersi con la propria comunità”. Questo l’intento della giornata, il culmine di una lunga serie di appelli.

 

 
 
 
 
 
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If you want to demand more charges brought on all those involved in the death of George Floyd, click the link in my bio to sign the petition.

Un post condiviso da Beyoncé (@beyonce) in data:

Beyoncé, Jay-Z, Bon Aver, Khelani, Janelle Monae e molti altri hanno fatto appelli e donato alle fondazioni che si occupano di sostenere il movimento. Messaggi per creare un coro unico da far arrivare alle istituzioni. Su internet ci sono anche delle petizioni da poter firmare per agire in prima persona. A questo LINK tutte le info. 

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