Novara, docenti: "Con la Dad si impara e ci si emoziona"

Novara, docenti: “Con la Dad si impara e ci si emoziona”

Intervista di Diregiovani a insegnanti dell'Ic Del Vergante di Invorio
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ROMA – La scuola sta finendo ed è tempo di bilanci per i tanti docenti che si sono messi in gioco con la didattica a distanza. Diregiovani.it ha incontrato, in piattaforma, tre docenti e il dirigente dell’istituto comprensivo ‘Del Vergante’ di Invorio (Novara) per chiedere loro: cosa volete rimanga di questi mesi nella scuola di domani? L’IC ‘Del Vergante’ ha una comunità scolastica sparsa su diversi comuni della provincia novarese – aree interne, piccoli insediamenti, distese boschive e montagne a picco sul Lago Maggiore – in una zona che il dirigente Sarli definisce “benestante, senza grossi problemi legati a connessione e accesso ai dispositivi tecnologici”.

Simona Curioni, docente di italiano della scuola primaria che con una classe di secondaria ha lavorato alla creazione di audilibri durante il periodo di Dad (https://www.diregiovani.it/2020/04/03/305914-allic-del-vergante-di-invorio-docenti-a-lezione-da-alunni.dg/) rispondendo a diregiovani.it confessa: “Al di là delle difficoltà oggettive che pure ci sono state, io credo che la Dad sia stata una faticosa, bella e coinvolgente esperienza. Abbiamo fatto una grande formazione sul campo, grazie al supporto della dirigenza e del nostro team digitale. Per me che sono insegnante da tanti anni è stato uno stimolo ad applicare nuovi metodi di fare scuola, novità che manterrò nella mia didattica quotidiana”.

Dello stesso avviso anche Emanuela Muraca, docente di francese della secondaria: “L’integrazione digitale è molto positiva sia per i ragazzi che per i docenti. Il mondo è cambiato, lo vediamo. Penso, quindi, che questa situazione di emergenza sia stata un’opportunità per accelerare certe dinamiche che avrebbero richiesto un tempo molto più lungo”. Lara Ferrari, insegnante di inglese e animatrice digitale insiste sulle emozioni: “Quello che desidero rimanga è il lavoro di squadra coi colleghi e con gli alunni. Siamo un’orchestra che suona insieme per comporre una melodia comune ma i protagonisti sono sempre loro, i ragazzi e le ragazze. Io credo molto nella didattica delle emozioni e devo dire che ho trovato emozioni anche in questa didattica a distanza, che io chiamo di vicinanza, perchè mai come adesso mi sono sentita vicina a loro. E’ stato duro ma mi rimarrà l’emozione del lavoro d’orchestra”.

Infine, Andrea Pozzi, docente di tecnologia che insieme alla Ferrari e ai ragazzi di Invorio ha curato il progetto dell’istituto per il PSD (premio scuola digitale) del Piemonte, è convinto che “i ragazzi in questo periodo abbiano capito quanto la tecnologia li possa aiutare a superare le difficoltà nell’apprendimento ma anche quanto sia importante imparare ad autoformarsi e questo li aiuterà sicuramente nella loro vita”. “Detto didatticamente, la famosa competenza dell”imparare a imparare’ finalmente non è più solo uno slogan ma è diventata pratica quotidiana”, conclude, sorridente, il dirigente scolastico Domenico Rodolfo Sarli.

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