VIDEO | Ultimo giorno di scuola. Liceo Vico di Napoli: "Ragazzi non si sono smarriti"

VIDEO | Ultimo giorno di scuola. Liceo Vico di Napoli: “Ragazzi non si sono smarriti”

Intervista alle docenti Iccarino e Mirigliano
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NAPOLI – L’ultimo giorno di scuola è tempo di bilanci e valutazioni in tutta Italia che quest’anno hanno un sapore particolare dato il periodo di didattica ‘nuova’ che però non ha impedito ai ragazzi e alle ragazze di apprendere e comunque festeggiare per le meritate vacanze.

“Gli studenti e le studentesse erano contenti di concludere così come erano contenti di iniziare- ha detto la professoressa Bianca Teresa Iaccarino del liceo ‘Vico’ di Napoli– Sono stati contenti perché la fine della scuola significa libertà anche dalle lezioni. Quello che ho notato è stato il loro essere pieni di ringraziamenti verso i docenti per quest’anno 2.0″.

“I ragazzi e le ragazze sanno sorprenderci sempre, anche a volte supportandoci- ha sottolineato la professoressa Mirigliano- ovviamente tutto è perfettibile, non dimentichiamo però che sanità e scuola hanno portato avanti il Paese in questi mesi, noi siamo stati chiamati ad accogliere una popolazione giovane, adolescente, che forse insieme a noi non ha avuto il tempo di smarrirsi”.

Un lavoro quello delle docenti del ‘Vico’, facilitato anche dal fatto che la scuola napoletana da tre anni ha delle classi digitali che hanno reso il passaggio alla didattica a distanza meno traumatico.

“Nel momento in cui siamo passati alla Dad ci siamo curvati con naturalezza verso questo tipo di erogazione andando a completare quello che già svolgevamo. Voglio sottolineare come però siano stati gli studenti e le studentesse a fare un grandissimo lavoro, trasformando una criticità, un problema, in una soluzione, mostrando non solo un’attitudine al problem solving ma la capacità di buttare il cuore oltre l’ostacolo” .

Sul rientro a scuola le docenti sanno che le ipotesi sono diverse ma sono pronte ad affrontare le novità del prossimo anno scolastico:

“Sarà quel che sarà, ci metteremo in moto e faremo il nostro dovere, non saprei però cosa aspettarmi. Immaginare di distanziare i ragazzi è una cosa innaturale, considerando che la scuola è vissuta come la seconda casa fino alle 18.30 con attività come i corsi di lingua e il teatro”, ha detto la professoressa Mirigliano.

“Sulla durata ridotta non possiamo non essere d’accordo dato che abbiamo ridotto le nostre ore da 60 a 50 minuti- ha concluso la docente Iaccarino- sulla questione delle distanza, noi parliamo sempre di comunità scolastica, dividerla è un ossimoro ma in questo momento sono i contagi il problema”.

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