Fido, la storia del cane che ha aspettato il suo padrone per 14 anni

Fido come Hachiko, la storia del cane che ha aspettato il suo padrone per 14 anni

A lui è dedicata una statua a Borgo San Lorenzo
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Nel 2009 il film “Hachiko” con Richard Gere ha reso popolare in tutto il mondo la fedeltà di un cane, così devoto al suo padrone da aspettarlo ogni giorno alla stazione di Shibuya, in Giappone, anche nei 10 anni successivi alla morte dell’uomo. Storia analoga, ma tutta italiana, è quella del cane Fido.

Siamo nel 1941 a Luco del Mugello, frazione di Borgo San Lorenzo, comune di Firenze. L’Italia è entrata in guerra da appena un anno quando un operaio di nome Carlo Soriani trova un cane ferito in un fosso. Lo salva, lo adotta e lo chiama Fido. Passano gli anni e i due diventano inseparabili. Ogni giorno, il fedele amico accompagna il suo umano alla fermata della corriera, che Carlo prende per andare a lavorare alle Fornaci Brunori di Borgo San Lorenzo. Tutte le sere, al suo ritorno, il cane è lì che lo aspetta. Questa amabile routine viene rotta il 30 dicembre del 1943, quando un bombardamento su Borgo San Lorenzo causa la morte dell’uomo. Fido continua ad aspettare Carlo tutti i giorni alla fermata, fino alla sua morte avvenuta 14 anni dopo, tra l’8 e il 9 giugno del 1958.
Il cane fu sepolto al cimitero comunale di Luco, accanto al suo amato padrone.

La storia di Fido non passò inosservata e, un anno prima della sua morte, il sindaco di Borgo San Lorenzo commissionò una statua per commemorare la fedeltà del cane. Distrutta pochi mesi dopo, venne ricostruita in bronzo, con la dedica: “A FIDO, ESEMPIO DI FEDELTÀ”.

La statua di Fido è presente ancora oggi in Piazza Dante a Borgo S. Lorenzo.

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