Preside Vo' Euganeo: "Inaugurazione anno da noi riconoscimento per la comunità"

Preside Vo’ Euganeo: “Inaugurazione anno da noi riconoscimento per la comunità”

Alfonso D'Ambrosio, dirigente scolastico dell’IC Lozzo Atestino, commenta la scelta del presidente della Repubblica
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ROMA – “Siamo estremamente orgogliosi per la comunità di Vo’, che ha dato una grande prova di resilienza agli occhi di tutto il Paese ed ha dimostrato di saper sperimentare delle soluzioni efficaci. I nostri concittadini hanno mostrato inoltre un forte senso dello Stato, avendo resistito con coraggio alle due settimane di zona rossa, fino ad arrivare alla situazione attuale con zero positivi”.

Sono le parole di Alfonso D’Ambrosio, dirigente scolastico dell’IC ‘Lozzo Atestino’ di Vo’ Euganeo, che – contattato da diregiovani.it – commenta la scelta del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella di inaugurare a settembre l’anno scolastico proprio nella cittadina veneta, per trasmettere un forte segnale di vicinanza agli studenti del comune padovano che fu il primo focolaio della pandemia nella regione. Una “notizia inaspettata” di cui il dirigente è venuto a conoscenza solo ieri quando è stato contattato dal ministero dell’Istruzione:

“per noi è un grandissimo onore avere il Presidente della Repubblica per l’inaugurazione dell’anno scolastico e un ringraziamento sentitissimo va anche alla nostra ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina”.

Se da una parte quindi la visita del presidente Mattarella è un riconoscimento al valore dell’intera comunità di Vo’, dall’altra lo è anche per la “piccola grande comunità” dell’IC ‘Lozzo Atestino’, come la definisce il dirigente D’Ambrosio.

“La scuola che dirigo ha davvero fatto una grande differenza- continua- Intanto per alcuni primati: siamo stati i primi in Italia ad aver attivato la didattica a distanza, già il 22 febbraio; e anche la prima e unica scuola ad aver simulato gli esami di terza media. Ma soprattutto abbiamo fatto la differenza rimanendo scuola, non ingabbiandoci in qualcos’altro. Anche se con strumenti nuovi e in maniera diversa, abbiamo continuato a fare quello che abbiamo sempre fatto. Un esempio su tutti: abbiamo mantenuto la relazione con i nonni delle nostre case di riposo, con scambi di lettere tra bambini e anziani, in un momento così delicato”.

E infine la comunità scolastica vuole dimostrare di saper guardare avanti, lasciandosi alle spalle le immagini più cupe.

“Già da aprile stiamo progettando, nel rispetto delle regole sanitarie e di tutte le linee guida del Cts, come dare un nuovo volto all’atrio della scuola di Vo’. La sala ha fatto il giro del mondo perché proprio qui gli abitanti venivano per sottoporsi all’esame del tampone. Vogliamo restituire ai bambini un’immagine diversa e mantenere alto il senso della scuola”.

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