VIDEO | Maturità, gli studenti del Giulio Cesare di Roma: "Esame serio"

VIDEO | Maturità, gli studenti del Giulio Cesare di Roma: “Esame serio”

I primi candidati: "Prova dignitosa ma non severa"
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ROMA – Sofia è la prima ad uscire dal liceo classico Giulio Cesare di Roma. Ha ancora la voce tremante, ma ai compagni che l’aspettano fuori riesce a dire che è andato tutto bene. Un’ora di colloquio in cui i docenti non l’hanno interrotta ma al contrario si sono mostrati comprensivi. “Tornare a scuola dopo tutti questi mesi è stato strano- racconta a diregiovani.it- era tutto diverso, i banchi spostati, le mascherine. Ma è sempre un’emozione”.

“Questa scuola è la nostra casa- aggiunge Lavinia, la seconda studentessa a uscire dal liceo- la maturità non è la prova in sé ma l’emozione che hai, l’ansia dei giorni prima e tutto il sentimento che ci metti dentro. Il resto è semplicemente scuola, ma la maturità è qualcosa di più”. Lavinia sogna adesso di studiare medicina, e come lei anche Micol, che aspetta fuori il suo turno prima di entrare a sostenere la prova. “Ho un po’ d’ansia, ma la vivo tranquillamente- dice- da un lato mi dispiace non aver fatto la classica maturità, ma va bene anche così. Porterò un elaborato sulla concezione del dolore. Un tema attuale, secondo me, perché questa pandemia ha dimostrato che il dolore può entrare nelle nostre vite”. Per Micol questi mesi sono stati faticosi anche perché sua madre fa il medico, ed “è stato pesante sentire i suoi racconti quando tornava la sera stanca. Avevo già deciso di studiare medicina, ma questa esperienza ha confermato la mia decisione”.

Più di 200 i maturandi che sosterranno l’esame di Stato al ‘Giulio Cesare’ di Roma, lo storico liceo romano di Corso Trieste. Tra loro anche Gabriele, appena uscito dall’istituto. “I docenti ci hanno sostenuto e aiutato. Abbiamo raccontato le nostre esperienze di alternanza scuola lavoro e poi sono stati i professori a darci degli imput- racconta- penso siano riusciti a trovare un modo per renderlo comunque un esame serio. Non è una maturità regalata”. “In questi mesi abbiamo fatto un percorso su noi stessi- continua Lavinia- abbiamo studiato da autodidatta e ce la siamo cavata da soli. E penso che questa sia la vera prova da persone mature”.  Fuori dal cancello della scuola i ragazzi si scambiano qualche opinione. Non hanno più i vocabolari in mano, ma tengono sul volto le mascherine. E tra loro scappa anche qualche abbraccio.

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