Maturità, studentessa: "Dad ha funzionato ma rivedere i professori è stato bello"

Maturità, studentessa: “Dad ha funzionato ma rivedere i professori è stato bello”

Intervista ad Agnese Lipèra, rappresentante d'istituto del liceo Cutelli
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CATANIA – La scuola non significa soltanto problemi più o meno vecchi, disfunzioni e lamentele. Ci sono anche esperienze che smentiscono luoghi comuni, come nel caso di questo anno scolastico appena concluso, approdato ad un esame di maturità tenutosi in un clima particolare e con misure di sicurezza non consuete legate al virus. Agnese Lipèra, giovane studentessa, per due anni rappresentante d’istituto del liceo ‘Mario Cutelli’ di Catania è serena, al termine della maturità affrontata: “Sto bene, sono libera, sono felice perché comunque ho concluso un periodo importante della mia vita, ora mi aspetterà un periodo ancora più importante”.

Ma com’è andata quest’anno? “È stata un’esperienza normale come avevo previsto, non è stata per niente un’esperienza choccante dovuta ai due mesi di pandemia e quindi di lezioni online. Per me rivedere i miei professori e parlare davanti a loro è stata la cosa più naturale del mondo, e soprattutto io ero molto favorevole agli esami in presenza perché comunque è rispettoso finire un programma di cinque anni che io ho fatto con i miei professori guardandosi negli occhi”.

“Posso dire- spiega Agnese- che nella mia scuola le lezioni online sono partite due giorni dopo l’inizio della pandemia, io facevo un orario di scuola normalissimo, cinque ore su cinque e quando avevo sei ore, sei ore su sei, ovviamente con delle pause, e per quanto riguarda gli esami di Stato un’organizzazione impeccabile, tutto nel rispetto delle norme”. Agnese ricorda la disponibilità del personale della scuola, le misure di sicurezza rispettate in un clima sereno: “ovviamente avrei preferito terminare in un modo un po’ più normale, magari avere anche delle persone al mio esame piuttosto che un testimone, però devo dire che della mia scuola conserverò sempre dei bei ricordi.” E il futuro? “Farò giurisprudenza a Catania”.

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