La nuova Stazione spaziale: privata e con l’Italia a bordo

La nuova Stazione spaziale: privata e con l’Italia a bordo

Un cambio di mentalità rispetto al ‘tradizionale’ laboratorio in orbita dal 1998
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Torino è, una volta di più, il cuore delle missioni spaziali del futuro. Questa volta, negli stabilimenti di Thales Alenia Space, prende vita la prima Stazione spaziale commerciale della Storia. Commissionata da Axiom Space, società privata con sede a Houston, la stazione destinata a viaggiare nell’orbita bassa terrestre sarà per qualche anno una costola dell’attuale Stazione spaziale internazionale (Iss), da cui, un giorno, si distaccherà per navigare in solitaria. Tecnologie nuove, obiettivi diversi, molto comfort, ma soprattutto un cambio di mentalità rispetto al ‘tradizionale’ laboratorio in orbita dal 1998: a spiegare le caratteristiche dell’Axiom space station è Roberto Provera, ingegnere di Thales Alenia Space, responsabile del progetto Axiom per l’azienda nata dalla joint venture tra Thales e Leonardo.

“Il target di questa stazione spaziale fondamentalmente appartiene a due tipologie: una è la persona, ovviamente benestante – i costi sono notevoli – che vuole fare un’esperienza di vita nello Spazio. La persona comune non addestrata che può permettersi una vacanza nello Spazio. Ma anche i cosiddetti astronauti governativi delle agenzie dei paesi emergenti che non hanno un programma spaziale- spiega Provera, a colloquio con la Dire- Per esempio: nel programma della Iss gli Emirati Arabi non ci sono, la Corea non c’è, il Sudafrica non c’è. Ci sono Paesi molto interessati per questioni anche di education e outreach a far volare i propri astronauti. Non avendo un’infrastruttura a disposizione per forza si devono affidare o ad accordi bilaterali con Nasa o Esa, oppure avere accordi con stazione privata, commerciale, per far volare i propri astronauti. Questo mercato sarà il più interessante per questo tipo di stazioni spaziali”.

Non solo. La stazione spaziale commerciale sarà anche una valida alternativa per il mantenimento del corpo astronauti in attività quando la Stazione spaziale attuale andrà in pensione. Una base di esercizio per quando la meta sarà la Luna. A bordo, gli inquilini dell’Axiom Space Station, che siano astronauti o turisti spaziali, troveranno sia migliorie tecniche nate dall’esperienza degli ultimi 30 anni, sia un ambiente molto più confortevole di quello che siamo abituati a vedere nelle missioni spaziali attuali. Niente più spazi stretti e scomodi, insomma. Basti pensare che a progettare gli interni è Philippe Starck, celebre architetto francese. Un assaggio del nuovo corso, anche estetico, dello Spazio, è arrivato proprio di recente, quando la compagnia Space X di Elon Musk ha inviato per la prima volta sull’attuale Stazione spaziale due astronauti della Nasa con un Falcon 9, comodamente seduti nella capsula Crew Dragon come in una biposto sportiva.

“Cambia il target di utilizzo. Passiamo da uno stadio pionieristico dove abbiamo imparato a vivere nello Spazio ad un uso più normale dello Spazio, che è quello a cui si tende con la Space Economy per quello che riguarda anche i voli umani. Cercare di rendere più normale, anche se normale non lo sarà mai, l’accesso allo Spazio, e la sua utilizzazione. Cambia la filosofia, il paradigma: questo si porta dietro diverse applicazioni, diverse architetture e diversi tipi di sperimentazione in orbita. Non la voglio mettere sulla filosofia, ma cambia il paradigma con cui andiamo ad esplorare lo Spazio“, riflette Provera.

Un paradigma nuovo, dunque, che spinge un passo più in là l’esplorazione umana dello Spazio. E lo fa molto velocemente. La Stazione spaziale commerciale dovrebbe essere operativa dal 2024. “Se cinque anni fa ci avessero detto che si sarebbe materializzata una Stazione spaziale commerciale- conclude- avremmo detto: ‘questo è proprio un bel sogno’. E invece le cose stanno andando molto veloci e la questione dello sfruttamento commerciale dello Spazio anche del volo umano nei prossimi anni ci porterà tante sorprese. Tante belle sorprese“.

 

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