A Reggio Emilia i bambini progettano il cibo del futuro

A Reggio Emilia i bambini progettano il cibo del futuro

Questa mattina il webinar organizzato da Cirfood con Ascani e Bianchi
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ROMA – In alcuni centri estivi di Reggio Emilia è partito il progetto ‘Nutriamo la Scuola’, nato dalla collaborazione di Cirfood, l’impresa italiana di ristorazione scolastica, con l’Officina Educativa, servizio del comune di Reggio Emilia e l’università degli Studi di scienze gastronomiche di Pollenzo. Un progetto di attività e laboratori, seguito da esperti multi-disciplinari di livello nazionale, che prevede anche l’osservazione di diverse variabili legate al servizio di ristorazione scolastica, anticipando problemi e soluzioni in vista del rientro a scuola a settembre.

Questa mattina il progetto è stato presentato nel corso di un webinar a cui ha preso parte anche la vice ministra dell’Istruzione Anna Ascani, che ha parlato del ruolo centrale che dovrà avere la scuola nell’Italia di domani. Ascani si è detta anche felice “che nelle linee guida sull’educazione civica ci siano riferimenti all’educazione alimentare e allo sviluppo sostenibile: è un primo passo, che delinea però un indirizzo”. Sulla scuola del futuro, la vice ministra ha poi aggiunto che la scuola non può più essere solo un luogo in cui si acquisiscono le informazioni, perché “il docente non è un motore di ricerca ma ha un ruolo molto importante nella formazione del pensiero critico”.

Per Patrizio Bianchi, cattedra Unesco Educazione, Crescita ed Eguaglianza all’Università di Ferrara e capo della task force del ministero dell’Istruzione, la nuova scuola dovrà insegnare ai ragazzi come comprendere un mondo complicato, ma anche a vivere il loro territorio, “e in questo il cibo è importante- ha detto- perchè mangiare insieme è anche condividere. Bisogna ripartire e ricostruire un senso di appartenenza vero, democratico anche attraverso il cibo, che è uguaglianza”.

Il progetto ‘Nutriamo la Scuola’ è nato con il duplice obiettivo di far tornare i bambini a vivere in sicurezza la scuola e il momento del pranzo, e quello di immaginare il cibo del futuro dando ai bambini l’opportunità di ritrovare un contatto diretto con la natura. “Abbiamo chiesto ad alcuni bambini come dovrebbe essere il cibo del futuro e uno ci ha risposto: un cibo solido, con lo stesso sapore del passato- ha raccontato Giordano Curti, direttore generale Cirfood- la scuola è un luogo di presenza e comunità. E il cibo ha un ruolo educativo e di valenza sociale”. Il progetto, nato in ambito locale, ambisce a svilupparsi anche a livello nazionale, per far riscoprire ai più piccoli la relazione con il cibo attraverso l’utilizzo di tutti i sensi, nuove modalità, nuove materie prime e nuove ricette.

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