Dad, monobanchi e plexiglass: il nuovo anno dell'istituto Salvemini di Bologna

Dad, monobanchi e plexiglass: il nuovo anno dell’istituto Salvemini di Bologna

Carlo Braga: "Sì a responsabilità famiglie, no a studenti in fiera"
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BOLOGNA – “Una riflessione che non ho visto è relativa all’affollamento relativo per aula e assoluto per istituto. Aumentare la ricettività delle singole aule potrà permettere l’inserimento di tutti gli studenti ma l’affollamento dell’istituto sarà ingestibile e non privo di rischio. Avere 1400 studenti, 170 docenti e alcune decine di operatori comporterà un affollamento in termini assoluti ad alto rischio. Il suono della campanella sarà un’esplosione ingovernabile. Ribadisco che nelle scuole superiori si può e si deve ridurre tale rischio con una didattica sincrona in presenza e a distanza, turnata, organizzata e di qualità. Qualità è proprio il termine obsoleto e rifiutato, cancellato da tutte le rivendicazioni, pensando che il mero aumento di personale individuato da graduatorie, senza alcuna selezione, sia necessario e sufficiente per un rilancio dell’istruzione pubblica. In particolare sul sostegno, in cui saranno necessari migliaia di supplenti, diamo la possibilità di riconfermare chi ha lavorato bene, con competenza e passione, con risultati di qualità, riconosciuti sia dalla scuola sia dalle famiglie. Avremmo tutti i docenti necessari presenti dal primo giorno di scuola con già chiaro il percorso da intraprendere. Sarebbe una azione di sicura qualità”.

Carlo Braga, dirigente dell’istituto ‘Salvemini’ di Casalecchio di Reno, nel bolognese, torna a ribadire quanto dichiarato in tempi non sospetti sulla soluzione della didattica mista. Sentito da diregiovani.it, Braga si inserisce poi nel dibattito corrente su spazi, monobanchi, trasporti e responsabilizzazione delle famiglie, raccontando quanto è stato già fatto al ‘Salvemini’ per affrontare il nuovo anno.

“Al comune di Casalecchio e Città metropolitana stiamo chiedendo spazi aggiuntivi che siano vicini alla scuola e comunque stiamo usando tutti i locali dell’istituto. Di certo non manderemo studenti in fiera”, commenta Braga riferendosi all’accordo concluso tra la città metropolitana di Bologna e l’ente Fiera su proposta del consigliere metropolitano Daniele Ruscigno di allestire un padiglione scuola. “Per il resto siamo pronti sulla didattica mista. Abbiamo già inviato una lettera alle famiglie con le indicazioni sulle classi totalmente in presenza, ossia tutte le prime e le quinte, mentre le classi intermedie saranno sdoppiate secondo turnazione settimanale e gruppi misti” precisa Braga per rispondere a quanti si sono preoccupati “di non rivedere più tutti i compagni”.

Il coinvolgimento delle famiglie riguarda anche la “modifica del patto di responsabilità secondo cui abbiamo chiesto di mandarci i figli a scuola solo se in perfette condizioni di salute”. L’alternativa all’assenza può essere la didattica a distanza? “Questo andrà valutato- risponde il preside- vorremmo evitare che la Dad diventi la furberia del momento per stare a casa da scuola. Dopo il gran lavoro fatto per trovare e gestire spazi, sarebbe il colmo trovarci in questa situazione opposta e paradossale”.

Tre entrate, una per piano; plexiglass nei 7 laboratori di informatica così importanti nella didattica del ‘Salvemini’ e 65 nuovi banchi modulari “che possono essere una valida risorsa integrativa, sicuramente funzionali in spazi dinamici” (“anche se non so quanto comodi” si interroga il dirigente), sono le altre misure di sicurezza predisposte dall’istituto che, come altre scuole della città metropolitana, conta un’alta percentuale di studenti pendolari per i quali gli spostamenti in orari differenti da quelli canonici costituirebbero un grosso problema: “Senza contare poi i nostri studenti disabili- spiega il preside- Perciò abbiamo insistito sulla didattica mista, stabilendo un calendario ordinario di lezioni, ma abbiamo partecipato al monitoraggio di città metropolitana per rilevare i principali flussi di studenti sul territorio e, dunque, se lo riterranno, implementare risposte adeguate”. Sguardo al futuro senza dimenticare il passato, in particolare i diplomati e le diplomate: “Abbiamo promesso la giornata dell’abbraccio e manterremo la parola. Temo che i tempi saranno un po’ lunghi ma quando potremo finalmente abbracciarci ci rivedremo”.

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