Genova, i banchi scartati andranno nelle scuole di Mayo in Sudan

Genova, i banchi scartati andranno nelle scuole di Mayo in Sudan

L'idea dell'associazione Music For Peace
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ROMA –  Nel campo profughi di Mayo in Sudan arriveranno presto i banchi dei ragazzi genovesi. A portarli saranno i volontari dell’associazione ‘Music For Peace’ che si occupa da anni di cooperazione internazionale. La prima tranche, 130 banchi, partirà il 2 ottobre con una nave che salperà da Genova diretta a Port Sudan. Il materiale verrà accolto a Khartoum in un magazzino messo a disposizione dall’Agenzia italiana per la Cooperazione allo sviluppo e infine destinato alle scuole di Mayo. 

L’idea di non buttare i banchi che verranno scartati dalle scuole italiane per far posto a quelli nuovi messi a disposizione dal Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri, è venuta a Stefano Rebora, presidente di ‘Music For Peace’:

“La nostra associazione nasce con il proposito di prendere in mano gli oggetti che non servono più alla nostra società e capire che altro lavoro possono fare. Quando ho letto dei milioni di banchi che sarebbero stati buttati mi son messo subito in contatto con il ministero dell’Istruzione e con le amministrazioni locali che sono proprietarie del materiale in aula. Con questa nostra proposta abbiamo offerto tre opportunità ai Comuni e alle scuole: fanno bella figura; eliminano le spese di smaltimento e non creano rifiuti”.

Immediata la collaborazione con il Municipio VII del capoluogo ligure presieduto da Claudio Chiarotti che ha coinvolto tutti gli istituti comprensivi della circoscrizione:

“Purtroppo non tutti possono darci già ora i banchi perché non hanno ancora ricevuto quelli nuovi e devono riaprire la scuola con quelli utilizzati finora”. 

Nel campo profughi di Mayo ci sono un milione e duecento mila persone, la metà sono bambini che vanno in scuole di lamiera con il pavimento di terra. Avere dei banchi in legno è un sogno:

“Chiaramente – specifica il numero uno di Music For Peace – faremo una cernita del materiale che arriverà. Non vogliamo spedire i nostri rifiuti in Sudan ma dare loro dei banchi che possano riutilizzare”.

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