Roma, l'IC Regina Elena apre le porte ai bambini dell'infanzia

VIDEO | Roma, l’IC Regina Elena apre le porte ai bambini dell’infanzia

Giorno di inserimento per i nuovi alunni
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ROMA – Primo giorno di scuola dell’infanzia per i bambini dell’Ic ‘Regina Elena’ di Roma che hanno dovuto affrontare, insieme alle maestre e ai genitori, un inserimento diverso dal solito.

“Questo primo giorno di scuola per i bambini di tre anni è un giorno in cui generalmente si fa una grande festa- ha dichiarato la dirigente scolastica Rossella Sonnino- c’è una accoglienza con le insegnanti, con i genitori che entrano in classe. Oggi tutto ciò non è stato possibile e così abbiamo pensato di accogliere tutti i bambini nel cortile facendoli stare insieme ai genitori e, si spera, che anche attraverso il gioco inizi il loro inserimento. Uno dei problemi può essere che hanno ancora difficoltà a lasciare la mamma o il papà. Sono bambini che, a causa del lockdown, non hanno neanche potuto frequentare i nidi e oggi si ritrovano per la prima volta in un ambiente che non conoscono”.

Le maestre cercano di tranquillizzare i piccoli studenti, ma la visiera e la mascherina non aiutano a stabilire un contatto.

“L’inserimento, come tutti gli anni, è un momento delicatissimo della scuola dell’infanzia– ha sottolineato la maestra Marina Lanzoni- perché è un passaggio importante per questi bimbi. Quest’anno lo diventa ancora di più con tutte le restrizioni dovute al Covid 19, così abbiamo inventato un nuovo tipo di accoglienza che stiamo sperimentando per la prima volta insieme ai genitori. Abbiamo creato delle isole in giardino dove ogni sezione viene accolta dall’insegnante. I bambini dopo un po’ che giocano con i genitori e si abituano al nuovo spazio vengono invitati a entrare in classe. Noi speriamo che non ci sia nessun bimbo che piange e si dispera perché, a differenza degli altri anni, non potremmo confortarli prendendoli in braccio e i tempi dell’inserimento si allungherebbero”.

La mancanza del contatto fisico è un altro elemento di difficoltà come spiega la maestra Lanzoni:

“il contatto, da un punto di vista pedagogico, è fondamentale. Noi cerchiamo in qualche modo di stabilirlo comunque dando loro una mano o facendoci abbracciare le gambe perché è qualcosa a cui in quest’età non si può rinunciare”.

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