Rientro a scuola, genitori preoccupati per difficoltà di apprendimento e ricadute emotive

Rientro a scuola, genitori preoccupati per difficoltà di apprendimento e ricadute emotive

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A fronte del nuovo anno scolastico tante sono le perplessità e le preoccupazioni dei genitori. Dall’incertezza circa le modalità di ripresa, ai rischi legati al mancato distanziamento fisico e, quindi, alle possibili variazioni di orario di entrata e uscita da scuola che potrebbero non essere compatibili con gli impegni lavorativi, fino ad arrivare alle preoccupazioni legate alle possibili difficoltà dei figli negli apprendimenti. Molti genitori sono consapevoli che i lunghi mesi di lockdown e il periodo estivo non per tutti sono stati occasione per recuperare le lacune e le difficoltà pregresse. Circa un genitore su cinque dichiara che il figlio non è pronto ad affrontarne il programma a causa della perdita di apprendimento conseguente le condizioni di confinamento, nonostante l’ammissione senza debiti.

Il pensiero è rivolto anche ai bambini che a settembre affrontano il passaggio di ordine scolastico e a coloro che erano nelle prime classi e hanno subito la brusca interruzione della didattica in presenza. Sino dalla scuola dell’infanzia alla primaria ed oltre, molti bambini hanno risentito del distacco dai loro insegnanti e della didattica a distanza; questo può aver contribuito al mancato consolidamento di nuove acquisizioni negli apprendimenti scolastici. Sono venuti, inoltre, a mancare fattori favorevoli per tale processo, quali l’associazione di emozioni positive durante l’esposizione a nuove competenze e la gratificazione nella relazione con l’altro. Per questi e altri motivi si è verificato in alcuni casi un rallentamento negli apprendimenti tale da incidere sul rendimento di bambini o ragazzi che prima del lockdown manifestavano buone competenze scolastiche.

Nell’attuale scenario sarà importante consolidare l’asse di sinergia scuola-famiglia: i docenti saranno impegnati inizialmente a valutare le reali condizioni degli alunni, consentendo lo svolgimento delle attività didattiche senza tralasciare l’osservazione degli stati emotivi di bambini e ragazzi grazie anche al supporto delle famiglie.

 

Dott.ssa Alessandra Meda, psicologa/psicoterapeuta

 

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