Bologna, commercianti e associazioni donano mascherine

Collaborazione e solidarietà nelle scuole di Alto Reno
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BOLOGNA – “Lo spirito di collaborazione è alto tra i docenti, i genitori e da parte del territorio”, spiega Emanuela Cioni dirigente dell’Istituto Comprensivo Statale di Porretta Terme (Bologna).

“Alcuni commercianti- racconta la preside- hanno donato mascherine, sono in contatto con un’associazione che ci donerà dei sanificatori. Abbiamo consegnato le mascherine che ci sono state fornite e altre sono in arrivo; per i primi giorni abbiamo chiesto alle famiglie di venirci incontro, mandando gli studenti a scuola con le proprie”.

Cioni spiega che il clima generale è positivo, i ragazzi stanno reagendo bene e se in alcuni casi qualche studente che aveva sintomi di malessere è stato mandato a casa è stato per uno scrupolo in più.

“Stiamo sfruttando il più possibile tutti gli spazi all’aperto anche se non abbiamo allestito delle vere e proprie aule all’esterno, abbiamo fatto richiesta di alcuni banchi che non sono ancora arrivati ma siamo ugualmente riusciti a sistemare tutti in sicurezza” afferma la dirigente.

Merito anche dei numeri non elevati delle scuole della montagna, la ripresa per questo istituto comprensivo è avvenuta senza grosse criticità, ad esempio sono stati differenziati gli ingressi e le uscite ma senza problemi legati all’orario e di conseguenza ai mezzi di trasporto. La refezione avverrà in classe e si inizierà dalla prossima settimana in via sperimentale, sperando che funzioni: pasti monoporzione per evitare i turni negli spazi della mensa che andrebbero ogni volta sanificati tra una tornata e l’altra. La dirigente non nega la fatica nella gestione dei vari aspetti del rientro:

“Alla secondaria siamo in difficoltà per i ritardi nelle nomine dei supplenti- e aggiunge– ho fatto richiesta di collaboratori scolastici per poter usare di più i laboratori e altri spazi a disposizione, che vanno ogni volta sanificati. Dal punto di vista della didattica invece abbiamo iniziato con un orario ridotto nelle scuole dell’infanzia e primaria, per avere più momenti di compresenza e un’accoglienza più serena; in questo le famiglie hanno dimostrato comprensione e disponibilità”.

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Autore: Redazione Diregiovani
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