Scuola, al liceo Rechichi di Polistena si riparte in sicurezza

Scuola, al liceo Rechichi di Polistena si riparte in sicurezza

La preside: "Tutela della salute e diritto allo studio le nostre priorità"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

REGGIO CALABRIA – “Abbiamo necessità di coinvolgere studenti, genitori ed enti locali nell’avvio del nuovo anno scolastico e chiarire le disposizioni organizzative dettate dall’emergenza sanitaria da Covid-19 per garantire la sicurezza dei nostri alunni e per rasserenare i genitori dopo i difficili mesi di lockdown”.

Così Francesca Maria Morabito, dirigente scolastica del liceo ‘Rechichi’ di Polistena (Reggio Calabria), a margine della conferenza stampa tenutasi questa mattina nella sede distaccata di via Vescovo Morabito dell’istituto, in vista della riapertura dei cancelli scolastici, il prossimo 24 settembre.

“Ventuno classi- ha spiegato la dirigente in un’intervista all’agenzia di stampa Dire- studieranno in presenza. Per tutte le altre, per cui non è possibile garantire la distanza di sicurezza di un metro, sarà attivata la didattica integrata con la rotazione settimanale di gruppi di studenti tra presenza e Dad”.

Il liceo calabrese ha preferito garantire la didattica in presenza agli studenti di primo e di quinto anno:

“le prime devono costituirsi come classe- ha sottolineato la preside– hanno necessità di un approccio diretto con l’intera struttura organizzativa. I ragazzi di ultimo anno, invece, devono prepararsi agli esami di Stato ed è fondamentale per loro, interagire con i docenti in presenza”.

Distanziamento fisico, utilizzo delle mascherine e degli igienizzanti sono i punti cardine per la ripartenza in sicurezza degli 828 studenti del ‘Rechichi’ e a queste misure di prevenzione dal contagio, si aggiungono orari scaglionati con ingressi ed uscite per settori separati:

“l’organizzazione per settori, ciascuno costituito da otto classi in cui non c’è alcuna forma di commistione tra loro, ci consentirà, se dovesse presentarsi un caso di positività, di chiuderne uno e lasciare aperti gli altri. Si tratta di un’organizzazione complessa che sarà messa alla prova con la riapertura della scuola”.

Le unità orarie resteranno di 60 minuti e per gli ultimi 10 è prevista l’areazione dei locali con il docente in presenza. Tuttavia, non mancano le criticità:

“La scuola- ha proseguito la preside– è composta dall’80% di utenti pendolari che, di solito, viaggiano su pullman stracolmi. La gestione del trasporto scolastico è un anello debole della catena e, finora, non abbiamo avuto indicazioni su come affrontare la questione, più volte segnalata da parte nostra. Servono più pullman e più tratte. Mancano, inoltre, alcuni docenti e l’ufficio scolastico provinciale sta lavorando alacremente per consentire di averli in cattedra entro la fine di settembre”.

“I primi giorni- ha concluso Francesca Maria Morabito- saranno dedicati all’informazione degli studenti sui protocolli da seguire. La nostra utenza è composta da ragazzi che rispettano le regole, non abbiamo mai avuto particolari problemi disciplinari. Siamo felici di poterli nuovamente accogliere, nella speranza che possa essere il più possibile un anno sereno”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

Le notizie del sito diregiovani sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «diregiovani.it» e l'indirizzo “ www.diregiovani.it