Bologna, un'aula nel bosco per ripartire dopo il lockdown

Bologna, un’aula nel bosco per ripartire dopo il lockdown

Un'idea che convince studenti e famiglie
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BOLOGNA – “Mio figlio vuole continuamente controllare il meteo perché se non piove la maestra ci porta a far scuola all’aperto”. Sono le parole di un genitore di un alunno dell’istituto comprensivo ‘Salvo D’Acquisto’ di Lizzano in Belvedere, provincia bolognese sull’Appennino. Una scuola che ha scelto di aprire le porte non solo per accogliere di nuovo i ragazzi ma per farli uscire.

La configurazione della scuola è particolarmente vantaggiosa: grande e completamente immersa in mezzo al verde, spiega Simona, docente della primaria che ha da subito, per gestire la situazione data dall’emergenza Covid ha chiesto al preside di poter sfruttare il più possibile gli spazi esterni. In questo istituto gli appuntamenti fissi all’aria aperta erano già due, la passeggiata quotidiana e la merenda, perché, spiega la docente “è importante che gli studenti abbiano un momento per respirare fuori dalle aule”.

Quando si è iniziato a progettare la didattica per il nuovo anno la situazione per la docente era chiara: “se c’è in giro questo virus che infonde preoccupazione, quello che non mi spaventa è portare i bimbi fuori”. Quindi ha individuato un’area adiacente alla scuola, sopra un parco e delimitata da alberi, con alcune panchine. Una sorta di aula naturale tra i monti e vicino solo una strada poco trafficata.

La classe è formata da 15 alunni e quando li ha portati per la prima volta sui loro nuovi banchi “si sono disposti autonomamente ognuno dove preferiva. La volta successiva senza che nessuno lo dicesse, si sono seduti negli stessi posti. Senza litigare e senza conflitti. È venuto tutto molto naturale”. Così come è risultato più spontaneo e facile lavorare su alcuni argomenti che, attraverso la letteratura popolare, ha messo le ragazze e i ragazzi in condizione di ragionare su se stessi.

“Questa è una classe che lo scorso anno aveva dimostrato poca coesione e una certa dose di tensioni tra vari gruppetti, che durante le lezioni si punzecchiavano continuamente rendendo difficile lo svolgimento della didattica- spiega Simona- questo rendeva faticoso per gli alunni anche esprimere il proprio punto di vista a livello individuale. Sarà un caso o forse no ma da quando siamo nella nuova aula all’aperto questa tensione si è dissolta e l’atmosfera è molto più rilassata, hanno tutti condiviso e raccontato quello che provavano”.

E i genitori? “Al ritorno da scuola le ragazze e i ragazzi hanno raccontato alle famiglie della nuova esperienza. Nella chat di classe, che abbiamo istituto su consiglio del dirigente anche a causa delle nuove dinamiche dovute al Covid, abbiamo condiviso le foto della nuova aula e tutti ne sono stati entusiasti. Un aspetto ancora più gratificante perché quando un’idea funziona e c’è l’appoggio dei genitori è tutto ancora più bello”.

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