Mio figlio di 15 anni si è molto isolato, spesso non usciva dalla sua camera…

Salve esperti,
ho un figlio di 15 anni e sono molto preoccupata, durante il periodo della quarantena, si è molto isolato, spesso non usciva dalla sua camera, a volte non si connetteva alle lezioni. Durante l’estate non siamo riusciti a fare una vacanza e sicuramente non ha avuto distrazioni. Pensavo che con il ritorno alla scuola, rivedere i suoi compagni sarebbe stato un bene. E invece continuo a vederlo chiuso nella sua stanza, probabilmente dovrei preoccuparmi ma non so cosa fare. Potete darmi qualche consiglio per supportarlo.

Anonima, 40 anni


Cara Anonima, 
ci arriva molto la sua preoccupazione ed il senso di disorientamento rispetto alla situazione che definisce come un periodo di isolamento per suo figlio, a partire dalla quarantena in poi. Il non aver potuto fare una vacanza, forse non ha aiutato nel creare delle situazioni di svago e distrazioni importanti nella vita di un adolescente; ma da quello che capiamo quello che ora la turba è il fatto che sia rientrato a scuola e che non si goda le interazioni sociali anche con i compagni. 
Potrebbe essere di aiuto cercare di parlare direttamente con lui di questo suo disagio che manifesta. Avete già provato a farlo e chiedergli cosa è successo, quali emozioni lo hanno accompagnato durante il periodo di lockdown; come si sente adesso? 

Il periodo della quarantena ha suscitato in molte persone, adulti e giovanissimi, preoccupazioni, ansie ed emozioni che fino ad allora non si erano conosciute; pertanto probabilmente anche suo figlio ha dovuto trovare una strategia di adattamento personale ad una situazione percepita come insolita e stressante. Magari, ipotizziamo, anche riflettendo in modo solitario sul senso di quelle cose che vedeva accadere attorno a sé. 
Adesso quindi potreste incoraggiarlo attraverso una comunicazione efficace a tirar fuori le sue emozioni, il suo sentire, le sue possibili paure, il suo punto di vista…. e sostenerlo anche nella scelta di attività extra scolastiche o di uno sport, che potrebbero aiutarlo nel ritrovare il piacere di stare a contatto con gli altri, in modo spensierato. E inoltre, potreste favorire la sua socialità, magari spingendolo ad invitare qualche compagno a casa o a fermarsi dopo la scuola. 
Se l’isolamento del ragazzo dovesse continuare o aumentare, le consigliamo di rivolgersi ad uno psicologo, potreste inizialmente anche recarvi voi genitori se il ragazzo non volesse, per poter trovare le strategie più adatte per aiutare suo figlio.
Sperando di esserli stati di aiuto, 
Un caro saluto 

6 Ottobre 2020