Il futuro della didattica è già qui: l'appuntamento di 'Verso Fiera Didacta 2021'

Il futuro della didattica è già qui: l’appuntamento di ‘Verso Fiera Didacta 2021’

Il digitale come risorsa è stato al centro del secondo incontro online
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ROMA – In vista dell’edizione 2021 di Didacta, che si terrà a Firenze nel mese di marzo sono stati organizzati quattro appuntamenti on line di preparazione. Una due giorni di webinar sulle tematiche che stanno più a cuore a chi insegna ed è a contatto con gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado, incentrati in particolare sulle problematiche della didattica a distanza e sulla riorganizzazione scolastica.

Il digitale come risorsa è stato al centro del secondo incontro online che ha avuto protagonisti Claudio Gagliardi, dirigente area formazione e politiche attive del lavoro di Unioncamere; Stefania Bassi, del ministero dell’Istruzione; Tommaso Minerva, presidente della Società Italiana di e-Learning (SIe-L); Pierpaolo Limone, rettore dell’università di Foggia; Elisabetta Mughini, dirigente di ricerca all’INDIRE, Wassilios Fthenakis, presidente onorario Didacta International e Pier Cesare Rivoltella, Presidente Sirem. A moderare l’incontro Giovanni Biondi, presidente Indire.

Dalla discussione sono emersi aspetti interessanti sulla necessità di creare un vero e proprio sistema di comunicazione, una rete tra gli istituti per coordinarsi a distanza, calibrando tempi e nuovi ritmi di insegnamento e apprendimento. È stato fatto un confronto con altre realtà europee come la Danimarca, la Svezia, il Regno Unito e la Danimarca, per capire in quali aspetti nel nostro Paese si è agito bene e in quali invece ci siano da apportare delle modifiche al fine di migliorare un servizio che sta evolvendo di giorno in giorno. 

“Abbiamo una piccola rete di scuole, con le quali si interagisce fattivamente- ha affermato Giovanni Biondi, presidente di Indire– abbiamo riscontrato problemi con la didattica a distanza. In Italia mancano risorse, velocità internet e dispositivi”.

Quello che è stato più volte sottolineato, è che la scuola è cambiata radicalmente dopo l’avvento dell’emergenza sanitaria: sarebbe del tutto sbagliato pensare che si possa tornare alla condizione pre-pandemia. Bisogna ricalibrare le forze, cominciando a mettere in campo programmi costruiti in modo diverso, tenendo conto delle nuove necessità.

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