Scuola, turni pomeridiani: al Majorana di San Lazzaro si fanno già

Scuola, turni pomeridiani: al Majorana di San Lazzaro si fanno già

Intervista al dirigente scolastico Sergio Pagani
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BOLOGNA – “Bonaccini ci copia”, afferma sorridendo Sergio Pagani, dirigente del ‘Majorana’ di San Lazzaro di Savena (Bologna). “Me l’ha ha scritto in un messaggio una mia collaboratrice l’altra sera mentre il presidente della regione proponeva in tv la sua soluzione per ridurre la capienza sui mezzi pubblici”. Così ci scherza su: per lui infatti la questione degli orari pomeridiani, dei turni e delle corse degli autobus è roba ‘vecchia’, già affrontata e risolta per via della mancanza di spazi che da anni costringe il preside a trovare soluzioni d’emergenza come ad esempio l’espediente delle aule per materia, ad oggi non più praticabile per via della sanificazione degli ambienti ad ogni cambio gruppo. In questa scuola gli studenti fanno lezione al pomeriggio già da qualche settimana, oltre alla didattica simultanea. Era l’unico modo per poter riprendere a settembre.

“Il problema degli orari pomeridiani è che chi aveva attività extra scolastiche, sportive o altro, deve rivoluzionare l’organizzazione della propria vita- spiega Pagani- da noi i turni pomeridiani coinvolgono le quarte e le quinte, che comunque avrebbero fatto gli stage nel pomeriggio o educazione fisica perché tutti nella palestra in orario mattutino non ci stanno. C’è stato qualche borbottio tra i genitori e i ragazzi che hanno attività extrascolastiche appunto, magari agonistiche. Ma noi siamo elastici e comprensivi, cerchiamo di venire incontro a questi casi senza creare problemi. Del resto per altri l’idea di alzarsi più tardi ed essere a casa alla mattina è stata molto gradevole”. 

E sulla questione dei mezzi pubblici, Pagani spiega: “È stato un problema contrattare con Tper per far quadrare gli orari delle linee, fare in modo che gli autobus che portano gli studenti del pomeriggio fossero gli stessi che portano a casa quelli che vengono a scuola alla mattina. Io ero già personalmente in contatto con Manzoni, il responsabile Tper che era stato molto collaborativo già in passato per altri motivi. In realtà per loro è un vantaggio perché, una volta organizzate le corse adeguatamente ne hanno beneficiato proprio nella riduzione della capienza”.

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