Scuola, Rete Istituti Agrari: un percorso all'insegna dell'innovazione

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La presidente Patrizia Marini: "Prepariamo i giovani alle sfide del futuro"
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ROMA – Con oltre 250 istituti distribuiti in tutte le Regioni d’Italia, la Renisa (Rete Nazionale degli Istituti Agrari) si impegna per offrire ai suoi studenti un percorso professionale nell’ambito del settore agricolo, enologico ed agroalimentare.

“I nostri ragazzi nel tempo sono diventati grandi imprenditori, politici ed esperti nel settore- ha detto Patrizia Marini, dirigente dell’Istituto tecnico agrario ‘Emilio Sereni’ di Roma e presidente nazionale di Renisa- Ogni giorno siamo con i nostri studenti per sostenere l’innovazione, la sostenibilità e una formazione sempre più orientata all’innovazione tecnologica”.

Un settore di punta per il territorio italiano, che vanta il maggior numero di elementi biodiversi al mondo.

“Anche durante il lockdown la situazione agroalimentare ha avuto un’impennata e i consumi sono più che raddoppiati”, aggiunge la dirigente.

Segno di opportunità di crescita e lavoro per i ragazzi che scelgono di intraprendere questo percorso della durata di 5 anni, nel caso del curriculum classico, o 6 per chi sceglie quello enologico. Studiare la tradizione e la cultura agroalimentare italiana, non vuol dire però tralasciare l’innovazione ma, al contrario, approfondire i grandi temi del futuro: globalizzazione dei consumi, smart agricolture e cambiamento climatico.

“Abbiamo bisogno di studenti che credano che il mondo possa essere cambiato con delle scelte precise- aggiunge Marini- Questo porta a una consapevolezza: l’importanza di un’alimentazione adeguata ai tempi che si vivono. Questa preparazione deve essere sviluppata a tutto tondo, e noi formiamo i nostri studenti attraverso gli istituti tecnici e professionali per avere nel futuro dei tecnici sempre più preparati. Ci vogliamo riallacciare agli obiettivi del millennio sulla sostenibilità. Se vogliamo fare in modo che ci sia un cambiamento, dobbiamo vocarci a uno studio sostenibile dell’agricolura. E noi lo stiamo facendo attraverso agricoltura 4.0″.

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