Scuola, Raffaele Cantone: "Istruzione vero nemico della corruzione"

Scuola, Raffaele Cantone: “Istruzione vero nemico della corruzione”

6000 studenti veronesi all'incontro online con il magistarto
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ROMA – Trenta scuole di Verona e provincia, per più di 6000 studenti in collegamento, impegnate a dialogare di corruzione con Raffaele Cantone, procuratore generale di Perugia, ex numero uno dell’Autorità nazionale Anticorruzione e autore de ‘La corruzione spiegata ai ragazzi’ (Mondadori). L’esperto e testimone anticorruzione è stato protagonista del primo appuntamento online del ciclo di incontri ‘Viva la Costituzione’, organizzato dalla rete di scuole veronesi ‘Scuola e territorio: educare insieme’ in collaborazione con l’editore De Agostini.

A moderare un altro ospite ‘significativo’ per la sua esperienza di vita, autore del libro autobiografico ‘Il disobbediente’ (De Agostini): Andrea Franzoso, l’ex dipendente di Trenord che denunciò gli sprechi del presidente Norberto Achille e che per questo, dopo avere perso il lavoro, spinse in avanti il dibattito politico italiano su una più efficace legge di contrasto del whistleblowing, ovvero la segnalazione all’autorità da parte dei dipendenti pubblici o privati di condotte illecite commesse dai propri capi (“rifarei tutto mille volte, è stata una scelta di vita” ha confessato Franzoso durante la diretta). In collegamento anche Laura Donà, dirigente tecnico dell’Usr del Veneto, Albino Barresi provveditore scolastico a Verona, il dirigente scolastico dell’istituto capofila ‘Copernico-Pasoli’ di Verona Flavio Filini e la docente coordinatrice della rete Daniela Galletta.

Cantone, chiamato a rispondere alle sollecitazioni degli studenti e delle studentesse, ha messo subito in chiaro: “La scuola è il vero nemico della corruzione. Come diceva il giudice Antonino Caponnetto, nei quartieri ci vorrebbero meno poliziotti e più maestri. La cultura e il miglioramento di se stessi sono la condizione essenziale per combattere la corruzione”, ha spiegato il magistrato che poi ha raccontato l’incontro che ebbe da presidente dell’ANAC col ministro della giustizia svedese; incontro in cui ebbe conferma del fatto che “l’antidoto principale contro la corruzione è la trasparenza: tutto quello che facciamo lo rendiamo pubblico ai cittadini, mi disse il ministro. Allora se la pubblica amministrazione si muove così diventa molto più difficile porre in essere fatti corruttivi”.

Certo è che la trasparenza implica il “controllo civico del cittadino su come vengono spesi i loro soldi”. Cittadini che, ha proseguito Cantone, sono anche le prime vittime degli effetti della corruzione e lo sono tanto ne più ne sono estranei: “Pensiamo alla corruzione nella sanità: meno posti letto, più sprechi, più soldi sottratti agli investimenti. Ecco perché la corruzione fa male proprio ai soggetti che ne sono estranei- ha detto poi rivolgendosi ai ragazzi e alle ragazze- sebbene si tratti di un reato lontano da voi perché fatto dai grandi, la corruzione finisce per fare danno soprattutto ai giovani”

“Pensate se una ditta vince l’appalto per rifare la strada di fronte a scuola ma vince corrompendo– ha proseguito Cantone parlando ai giovani collegati- succederà che farà peggio la strada per poter risparmiare, non prenderà i migliori operai e professionisti e non si curerà di fare innovazione”. Risultato: un sistema che non premia il merito. Dal processo di Cicerone contro Verre nel 71 a.c. a Giovanni Giolitti “ministro della malavita” nel 1910, dai gironi danteschi della Divina Commedia in cui demoni dell’inferno puniscono i corruttori alla storia dell’assessora pugliese di Nardò Renata Fonte che venne uccisa per essersi opposta alle speculazioni edilizie nell’area di Porto Selvaggio: con aneddoti di storia e letteratura, il magistrato ha dimostrato ai ragazzi come la corruzione sia un “fenomeno culturale che è sempre esistito” anche In Italia; fenomeno figlio del “girarsi dall’altra parte” e della “cultura del favore che ti abitua all’idea della scorciatoia e diventa il mastice della corruzione”. Combattere questo fenomeno criminale è possibile, ha concluso Cantone, solo grazie a una giusta miscela di repressione e prevenzione: “Il nostro quadro legislativo è un buon quadro dal punto di vista repressivo. La corruzione è più punita di un tempo. Occhio però– ha ammonito- ho visto logiche pre-mafiose insinuarsi anche in quelle comunità scolastiche che fanno più attività sulla legalità”.

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