VIDEO | Scuola, Rete Studenti Medi a lezione davanti ministero dell'Istruzione

VIDEO | Scuola, Rete Studenti Medi a lezione davanti ministero dell’Istruzione

Studenti: "Situazione arrivata al limite"
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ROMA – A viale Trastevere la connessione non dà problemi, ma “solo perché ho giga illimitati sul telefono”, dice Daniele, che sta seguendo una lezione di italiano sui gradini del ministero dell’Istruzione. Come lui, questa mattina una trentina di giovani della Rete Studenti Medi del Lazio si sono ritrovati davanti al palazzo dell’Istruzione per “far vedere qual è la condizione materiale in cui si trovano ogni giorno studenti e docenti”, aggiunge Daniele. Così, seduti sulle scale, gli alunni hanno aperto i loro pc o collegato i loro smartphone con le classi virtuali. La manifestazione è stata organizzata dalla Rete insieme al comitato ‘Priorità alla scuola’.

“Siamo qui per una situazione arrivata al limite. Ora è necessario chiudere le scuole ma non possiamo permetterci alla prossima riapertura di tornare così. Abbiamo bisogno di tornare in sicurezza in presenza, perché quella è l’unica vera scuola- commenta Michele Sicca della Rete- Il governo ha avuto più di tre mesi per cambiare le cose. Ma a settembre ci siamo ritrovati con le stesse classi pollaio che non permettevano distanziamento, scuole senza banchi e mezzi strapieni. Doveva esserci una risposta di sistema grande e strutturata. E non c’è stata”.

Così, mentre la possibilità di un ritorno alla didattica a distanza si fa sempre più concreta, almeno per le superiori, gli studenti denunciano un ritardo nella distribuzione dei fondi e dei mezzi di connessione. Nell’istituto di Daniele, il ‘Pacinotti Archimede’ di Roma, i fondi sono ancora bloccati.

“Questa situazione si poteva evitare se ci fosse stato un piano di ripensamento della scuola pubblica fatto dalle istituzioni e da chi la scuola la vive: genitori, studenti e insegnanti- aggiunge lo studente- Serve il coraggio di ripensare insieme questa scuola. Una scuola che crei il cittadino e la cittadina di domani. Una scuola che sia davvero casa della democrazia”.

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