Università, a Roma studenti in piazza contro immobilismo del governo

Università, a Roma studenti in piazza contro immobilismo del governo

Nel quartiere San Lorenzo protestano studiando insieme all'aperto
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ROMA – Una giornata di studio collettivo in piazza per denunciare l’indifferenza della politica alle istanze delle studentesse e degli studenti universitari. È l’iniziativa lanciata dalle aule studio autogestite del quartiere di San Lorenzo, che hanno invitato gli studenti a riunirsi oggi a piazza dell’Immacolata per “dire, da una prospettiva giovanile, che se un lockdown è necessario è necessario anche un sostegno universale, economico, tecnologico e psicologico, che ci faccia affrontare la pandemia con difficoltà minori”, scrivono sul comunicato stampa.

“Negli ultimi mesi- aggiungono- per non cedere alla solitudine, allo stravolgimento della quotidianità causato dalla pandemia, a San Lorenzo sono nate numerose aule studio, aggiungendosi a quelle che già esistevano. Questi spazi sono stati molto importanti. Innanzitutto come strutture di supporto fisico alla necessità di studiare e di farlo insieme in un momento in cui l’università, se già da anni era diventata un ‘esamificio’, è quasi completamente vuota. Ma anche come sostegno psicologico in un momento in cui alla paura del virus si accompagna la paura della solitudine che colpisce noi giovani”.

A seguito del DPCM del 25 ottobre alcune di queste aule sono state costrette a chiudere, privando gli studenti degli ultimi spazi di socializzazione e studio che potevano frequentare. Gli studenti non contestano la necessità di fermare il Paese per far fronte all’emergenza sanitaria, ma accusano il governo di immobilismo.

“Riteniamo inaccettabile il nulla di fatto in questi mesi dal governo- scrivono– Nessun reddito universale, nessun investimento in presidi sanitari territoriali, nessun servizio di sostegno psicologico gratuito, nulla dal punto di vista dei mezzi tecnologici da mettere a disposizione di studenti e studentesse che devono seguire le lezioni online, nessun piano contro la violenza di genere, che in periodo di lockdown aumenta esponenzialmente, nulla per aumentare le corse dei mezzi pubblici, vere e proprie bombe epidemiologiche”.

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