Zerocalcare al fianco di Eddi: il 12 novembre l’udienza in tribunale

Zerocalcare al fianco di Eddi: il 12 novembre l’udienza in tribunale

Il fumettista ha ricordato la vicenda sui social
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ROMA – “Il 12 novembre si terrà l’udienza d’appello per la misura di sorveglianza speciale a cui Maria Edgarda Marcucci è sottoposta da marzo 2020, ‘socialmente pericolosa’ per essere andata in Siria a combattere contro l’Isis e avere continuato a partecipare alle iniziative a sostegno della resistenza curda una volta rientrata in Italia”, ha ricordato ieri Michele Rech, in arte Zerocalcare. Per questo, e in quanto da tempo interessato personalmente alla vicenda (in Kurdistan ci è anche stato e poi ci ha scritto un libro, “Kobane Calling”, pubblicato nel 2016 e che a maggio 2020 è arrivato nelle librerie in una rinnovata versione), il fumettista ha realizzato delle strisce di ricapitolazione anche per chi invece non è aggiornato al riguardo, condividendole su Facebook. Ha poi segnalato il profilo Instagram della protagonista di questa storia e ricordato che questo giovedì davanti al Palazzo di Giustizia di Torino alle 9 di mattina si terrà un presidio per chiedere il ritiro delle suddette misure, rilanciando l’hashtag #iostoconEddi.

Immaginando un interlocutore scettico e poco toccato dalla parabola curda in generale, l’artista romano si è focalizzato su questioni inerenti l’Italia più da vicino: “Ci sono persone che senza essere Rambo sono comunque partite da qui per dare il loro contributo a quella battaglia”. Tra i primi menziona Lorenzo Orsetti, “Orso”, partito da Firenze e caduto a 33 anni il 18 marzo 2019 a Baghouz, combattendo contro l’Isis. Poi spiega: “Chi è tornato vivo da lì continua a essere trattato da terrorista e oggetto di accanimento politico e giudiziario”. Parla appunto, tra gli altri, di Maria Edgarda Marcucci, detta Eddi, che ha combattuto con le Unità di protezione del popolo curde nel Rojava per quasi un anno nel 2017 e poi, tornata in Italia nel luglio 2018, si è ritrovata ad essere accusata insieme a cinque ex volontari italiani nelle forze curde. Lo scorso marzo è stata l’unica ad essere condannata dal Tribunale di Torino alla sorveglianza speciale. Questo cosa significa? Eddi non può allontanarsi dal Comune di Torino, partecipare a iniziative politiche, riunirsi con più di cinque persone, e dunque anche partecipare a riunioni pubbliche, comprese le conferenze che teneva per informare sulla condizione femminile in Siria, avvicinarsi a luoghi pubblici dopo le 18.00 ed è sottoposta a un coprifuoco per il quale deve restare presso la propria abitazione dalle ore 21 alle ore 7.00. Tutto questo per due anni.

Più o meno ironicamente, Rech scrive: “Praticamente tutto quello che ci sembra insopportabile durante il lockdown, lei ce l’ha in forma permanente”. Inoltre, come riporta lei stessa dal suo Instagram: “Ogni sorveglianza speciale comporta che la persona a cui è applicata vada in giro con questo libretto sul quale gli agenti di polizia annotano tutto quel che fai”.

Con le ultime due pagine Zerocalcare riflette e prova a far riflettere chi lo legge, sostenendo che, anche se noi non possiamo condizionare la scelta dei giudici, che tra pochi giorni decideranno se confermare questa misura, possiamo “cercare di eliminare un po’ quel buio” che accomuna “il sangue versato in Siria con le nostre armi e i nostri soldi”, “il tradimento verso chi combatte anche per noi” e “le ingiustizie dentro casa nostra”. E cioè: tenere accese le coscienze e “quel fuoco” per renderci conto di quello che succede proprio vicino a noi e perché, soprattutto, “tanti non si siano sacrificati invano”. Questo è l’appello di Zerocalcare, che oggi si schiera dalla parte di una ragazza di 29 anni, una giovane come tante, ma dotata di grande coraggio.

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