VIDEO | Fake news: come riconoscerle

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Ce lo spiega Paolo Attivismo, giornalista e debunker
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ROMA – Cosa è una fake news? Sembra che dall’avvento dei social network sia coinciso con la nascita di questa locuzione, ma in realtà le notizie false sono sempre esistite. I social e il web in generale hanno solo reso estremamente più visibile il fenomeno costruendo una casa di vetro in cui le opinioni di tutti sono potenzialmente visualizzabili da tutti gli utenti. Il digitale ha permesso anche una moltiplicazione delle fonti di informazione, fenomeno che ha reso ancora più complesso il processo di verifica delle notizia e così molto spesso finiamo per fidarci di una o l’altra fonte in attesa della certificazione di qualche debunker.

Ma chi è un debunker?

È sostanzialmente un investigatore di bufale, un giornalista che fa quel lavoro di verifica e controllo che doveva esser fatto prima della pubblicazione e che, in malafede o per superficialità, non è stato fatto.
Uno dei debunker più famosi in Italia, ma non solo, è sicuramente Paolo Attivissimo che abbiamo intervistato per capire un po’ meglio come approcciare a questo immenso oceano di notizie senza rischiare di annegare in qualche notizia falsa.

“C’è un concetto quando si fa debunking- ha dichiarato Attivissimo- Quando riceviamo tantissime segnalazioni finiamo facilmente per essere sommersi e quindi è necessario prendere delle decisioni drastiche, bisogna fare una specie di triage anche delle fake news. Ci sono quelle che hanno delle conseguenze sociali pericolose e allora vale la pena investire del tempo e ci sono quelle che invece non ne hanno o ne hanno poche quindi possono essere messe un po’ in secondo piano. Ed è per questo che consiglio, come regola generale, di fare un prefiltraggio, tutto quello che ci viene proposto senza portare prove a supporto può essere liquidato senza perdere tempo in indagini. Molto spesso c’è questo problema del ribaltare l’onere della prova, cioè arriva qualcuno in una discussione sui social network e ci dice Io so che questo è vero aspetta te smentirmi. No non è così che funziona, è chi fa l’affermazione che deve portare le prove a supporto, se non ha prove a supporto della sua affermazione può essere tranquillamente ignorato”. 

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