Scuola, 50 episodi di crollo solo nell'ultimo anno

Scuola, 50 episodi di crollo solo nell’ultimo anno

Presentati da Cittadinanzattiva i dati sulla sicurezza nelle scuole
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Cinquanta fra episodi di crolli, distacchi di intonaco, caduta di finestre, muri di recinzione ed alberi in prossimità delle scuole. Sono quelli che Cittadinanzattiva ha censito in un solo anno, tra agosto 2019 e novembre 2020, mentre dal 2013 si contano ben 326 episodi di questo genere, da settembre di quest’anno se ne sono registrati già 11. Sono alcuni dei dati che emergono dall’Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola, giunto alla XVIII edizione, presentato oggi da Cittadinanzattiva in diretta streaming, con la partecipazione fra gli altri della viceministra Anna Ascani.

Sempre secondo il report 17.343 scuole (il 43% dei 40.160 istituti scolastici italiani) sono situate in zone a rischio sismico elevato (zona 1 e 2), zone in cui vivono 4 milioni e 300mila bambini e ragazzi. Di queste scuole, 4.176 hanno inoltrato richieste di finanziamento al ministero dell’Istruzione per effettuare le verifiche di vulnerabilità sismica, ma le indagini finanziate sono 1.564 a fronte di 2.612 non finanziate (oltre il 60%) per mancanza di fondi. In riferimento all’emergenza sanitaria, molti istituti segnalano la carenza di docenti e di collaboratori scolastici. Fra i servizi tagliati, invece, c’è soprattutto quello di pre e post scuola (65%) e, ancora più grave, il servizio mensa in circa il 39% delle scuole e il tempo pieno nel 26%.

‘La crisi pandemica non può far passare in secondo piano i problemi annosi della scuola: edilizia, digitalizzazione, qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento, dispersione, estensione dei servizi della fascia 0/6- dichiara Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale Scuola di Cittadinanzattiva- Riguardo all’edilizia entro il prossimo biennio occorre intervenire a tappeto con le indagini diagnostiche di soffitti e solai e relativi interventi, stanziando 150 milioni di euro all’anno per scongiurare tragedie e danni provocati dai troppi ed incontrollabili episodi di crollo; è necessario prorogare i poteri commissariali a Sindaci e Presidenti di Provincia perché accelerino gli interventi con i fondi a disposizione, visti i ritardi nel loro utilizzo; è indispensabile puntare su adeguamento sismico-efficientamento energetico degli edifici in zone sismiche a rischio elevato e, ove non sia possibile né conveniente, costruire nuovi edifici con criteri innovativi, come nelle zone colpite dal sisma 2016, con piani a medio termine grazie ai fondi di New Generation EU’.

Ecco i dati del report e le iniziative presentate:

– UNA SMART BOX PER LA XVIII GIORNATA PER LA SICUREZZA NELLE SCUOLE
Una smart box con informazioni utili e comportamenti corretti su rischio sismico, rischio alluvione, Piani comunali e numeri utili, sicurezza a scuola e sul territorio: è quanto Cittadinanzattiva mette quest’anno a disposizione per la XVIII Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole. Nel corso della diretta di oggi, alcuni studenti hanno raccontato la loro esperienza alle prese con l’insicurezza degli edifici ma anche pratiche virtuose che li hanno resi protagonisti in questa emergenza. I video, autoprodotti dalle scuole, sono disponibili sul canale Youtube di Cittadinanzattiva. Emblematico il caso della ‘Girolami’, I.C. ‘Margherita Hack’ di Roma, quartiere Monteverde. L’edificio scolastico è stato dichiarato inagibile a seguito del crollo di un controsoffitto, ad aprile 2019. Gli alunni, oltre 700, sono stati ricollocati in diverse strutture, addirittura in un altro Municipio, con pesanti ripercussioni sulle famiglie. Ad oggi non è prevista una data di inizio lavori.

– LE SCUOLE E IL RISCHIO SISMICO
Sono 11 le regioni che hanno Comuni in zona 1 (quella a rischio sismico più elevato) ma tutte le regioni ad eccezione della Sardegna hanno Comuni e scuole in zona 2. In totale nelle due zone a rischio più elevato risiedono 4 milioni e 300mila bambini e ragazzi. Dal XVI Rapporto del 2018 di Cittadinanzattiva emergeva come solo il 5% delle scuole fossero adeguate sismicamente ed il 9% migliorate dal punto di vista sismico. Da qui la necessità di effettuare su tutte le altre scuole, particolarmente su quelle in zone ad elevata sismicità, le verifiche di vulnerabilità sismica per sapere quali interventi siano necessari e possibili per adeguarle sismicamente. Cittadinanzattiva è ricorsa all’istanza di accesso civico generalizzato rivolgendosi a tutti i Comuni che avevano ottenuto i finanziamenti per effettuare le verifiche di vulnerabilità sismica e sapere a che punto fossero e conoscerne gli esiti. A fornire risposte è stato un ente proprietario su cinque con informazioni dettagliate su 313 edifici scolastici. Rispetto ai 313 edifici scolastici, hanno effettuato le verifiche di vulnerabilità sismica il 98%. Il 94% (295) necessita di interventi strutturali, ma solo il 32% di questi ha ottenuto finanziamenti ad hoc. Ad oggi risultano conclusi o quasi i lavori nel 10% delle scuole, il 6% li concluderà entro l’anno, il 36% nel 2021-2022, l’11% nel 2022-2023 e ben il 36% in data ancora da definire.

– LE SCUOLE E LA PANDEMIA
I dati seguenti fanno riferimento al questionario online messo a punto da Cittadinanzattiva e al quale hanno risposto, fra ottobre e novembre 2020, 327 genitori, docenti, studenti e dirigenti scolastici in riferimento a 233 scuole di 17 regioni. Per garantire il distanziamento la gran parte delle scuole ha optato per soluzioni interne, utilizzando, come aule aggiuntive, laboratori (32%), aule dismesse (22%), palestre (12%). Tre casi particolari: in una scuola di Milano (IC Pareto) sono stati allestiti un container ed alcune aule all’aperto; in una scuola secondaria di II grado di Magenta sono stati utilizzati anche locali sotterranei; una scuola dell’infanzia di Corsico ha adibito ad aula la sala ‘nanna’. Il 56% dichiara che i banchi monoposto sono sufficienti per tutti. A mancare sono soprattutto i docenti (lo segnala quasi una scuola su due, 44%), gli insegnanti di sostegno (19%) e i collaboratori scolastici (22%). Il 26% ha ridotto l’orario, il 65% circa ha sospeso il servizio di pre e post scuola, il 39% delle scuole che lo garantivano ha dovuto tagliare il servizio mensa. A proposito di pasti a scuola, ecco le soluzioni più gettonate: poco meno della metà delle scuole (45%) continua ad utilizzare prevalentemente il refettorio, il 38% ha scelto le aule per far mangiare gli studenti, il 12% ha privilegiato una soluzione mista fra refettorio ed aule. I pasti continuano ad esser serviti prevalentemente con lo scodellamento tradizionale (42%), circa il 28% ha preferito le monoporzioni e il 24% il lunch box.

Cittadinanzattiva in conclusione ha presentato alcune proposte sulle tematiche affrontate. Approvare la legge quadro sulla sicurezza scolastica: ad ottobre 2019 Save the Children e Cittadinanzattiva hanno depositato una proposta di legge sulla sicurezza scolastica allo scopo di completare e riordinare la normativa esistente.

“Molti gli ambiti sui quali è urgente intervenire come da anni proponiamo, tra i quali: definizione chiara delle responsabilità e degli obblighi degli enti proprietari e dei Dirigenti scolastici; regolamentazione delle procedure atte a garantire una effettiva partecipazione dei cittadini alla ricostruzione, in occasione di eventi calamitosi, ma soprattutto nella progettazione e costruzione di nuovi edifici/poli scolastici; emanazione di nuove linee guida per la costruzione degli edifici secondo standard di sicurezza, sostenibilità e innovazione; sostegno psicologico, economico e giudiziario alle vittime delle scuole” si legge nel comunicato stampa.

Estendere le indagini diagnostiche di soffitti e solai: si propone di predisporre un piano urgente per un biennio sfruttando la temporanea chiusura delle scuole secondarie di II grado, per scongiurare eventi incontrollabili e drammatici. Proseguire con le verifiche di vulnerabilità e con i relativi interventi: prevedere al più presto sia il rifinanziamento delle verifiche sia il finanziamento degli interventi nelle scuole che ne necessitano dopo l’esito delle indagini. Tenere alta l’attenzione sulla prevenzione dei rischi naturali:

“Esprimiamo una forte preoccupazione nel notare come si stia abbassando la guardia, in ambito scolastico e non solo, rispetto all’adozione di procedure e comportamenti corretti in caso di terremoto o alluvione. Il Covid non deve far dimenticare tali rischi così come non può far dimenticare lo stato in cui versano le scuole frequentate da oltre 10 milioni di bambine/i e ragazze/i e personale scolastico”, si legge nel comunicato.

Next Generation EU: ‘”Insieme ad oltre 400 Associazioni riunite in ‘EducAzioni’- scrivono- chiediamo che sia destinato il 15% del totale degli investimenti per attestarsi sullo standard europeo di investimento in educazione pari al 4,5-5% sul Pil. Questa è l’occasione per dotare le scuole delle risorse necessarie, migliorare la qualità dell’istruzione rendendola più equa e incisiva, contrastare la povertà educativa e la dispersione scolastica, investire sull’edilizia scolastica”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

Le notizie del sito diregiovani sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «diregiovani.it» e l'indirizzo “ www.diregiovani.it