Ho cresciuto mio figlio da sola, ho dovuto fare i conti con il lutto…

Salve,
sono la mamma di un bambino di 10 anni. Ho cresciuto mio figlio da sola coprendo molti ruoli e mai delegando, purtroppo, ultimamente è venuto a mancare mio padre, unico familiare rimasto essendo io figlia unica. Ho dovuto fare i conti con il lutto e con i miei fantasmi, tagliando fuori mio figlio da questo processo, inoltre ho iniziato a lavorare full time. Credo che lui si sia sentito abbandonato, motivo per cui ultimamente è molto provocatorio. Forse non avrei dovuto abbandonarlo, ma sto scoppiando, non so come comportarmi con lui che è molto pressante.

Anita


Gentile Anita,
comprendiamo da quanto ci scrive la  preoccupazione per suo figlio.
Il difficile lutto che ha dovuto affrontare ha verosimilmente avuto delle ricadute non solo su di lei, ma anche su suo figlio: in quanto nipote e probabilmente legato alla figura del nonno.
Spesso con la perdita di una persona amata vengono meno le espressioni, i gesti e le abitudini che vi erano legate. Un punto di riferimento.
Il nostro mondo interiore si sovverte.
All’inizio, così, potrebbe accadere di non accettare l’accaduto, quasi negandolo. A questa prima fase può seguire il tentativo di cercare di andare avanti cercando di “fare finta” che tutto potrà essere come prima, ma l’illusione presto lascia spazio alla rabbia per il forte senso di abbandono che si prova.  La nostra ira si abbatte su chi ci ha abbandonato, responsabile dello stato in cui siamo “Come ha potuto?”. Oppure su noi stessi, per le sue mancanze. O sul destino che ci si è accanito contro.
Certamente, queste fasi non sono del tutto consapevoli, e non uguali per tutti gli individui, ma è lecito pensare che sia lei che suo figlio stiate affrontando la nuova realtà spinti dalle emozioni spesso contrastanti ed ambivalenti proprie del momento.
L’atteggiamento di suo figlio lascerebbe pensare ad una richiesta di attenzione, inconsapevole, che agisce con comportamenti provocatori, i quali lasciano in lei il senso di “stordimento” e confusione tra la rabbia e la preoccupazione, in uno stato di frustrazione.
Possiamo immaginare che questo stesso senso di confusione sia alla base delle emozioni di suo figlio. Per cui spesso i bambini non riescono a trovare le parole per esprimere le emozioni che albergano nel loro mondo interiore, soprattutto quando accade qualcosa di nuovo e perturbante, come un lutto.

Potrebbe essere utile cercare di trovare uno momento della giornata per iniziare un dialogo con suo figlio su quanto accaduto. Partendo dall’espressioni delle sue emozioni legate alla mancanza di suo padre, come la tristezza ad esempio. Questo potrebbe aiutarlo ad esprimere alcune sue emozioni, iniziando a trovare uno spazio di dialogo e confronto con lei, utile ad una trasformazione di contenuti più profondi, che potrebbero avere a che fare con la paura dell’abbandono o la rabbia.
Inoltre, in queste situazione tante persone trovano utile rivolgersi ad uno psicoterapeuta specializzato in età evolutiva per un percorso di counseling genitoriale per sostenerla nella relazione con suo figlio in questo momento delicato.
Torni a scriverci per farci sapere come procede, restiamo a sua disposizione.
Un caro saluto

 

2020-12-05T12:07:36+01:00