Fedez ‘batte’ il Codacons: il rapper aveva diritto di critica

Il pubblico ministero Francesca Gentilini ha fatto richiesta di archiviazione per il cantante per “manifesta infondatezza della notizia di reato”
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ROMA – Nella battaglia Codacons contro Fedez, ingaggiata dall’associazione lo scorso marzo nei confronti del rapper con l’accusa di diffamazione, è stata messa la parola ‘fine’. Il pubblico ministero Francesca Gentilini ha fatto richiesta di archiviazione del caso  per “manifesta infondatezza della notizia di reato”: Fedez aveva diritto di criticare e anzi avrebbe dato una “giustificabile, pertinente e continente risposta”.

Ma cosa era successo? “Sulla raccolta fondi avviata da Fedez e Chiara Ferragni, che avrebbe portato all’apertura di un nuovo reparto di terapia intensiva presso l’ospedale San Raffaele (raccolta che è valsa ai Ferragnez, insieme ad altre iniziative, il recente Ambrogino d’oro ) il Codacons vuole vederci chiaro”, era stato scritto. “Chiediamo all’ospedale di precisare se i lavori siano stati eseguiti effettivamente con i soldi raccolti attraverso l’iniziativa di solidarietà lanciata dalla coppia, o se la struttura abbia anticipato di tasca propria le spese per il nuovo reparto, in attesa di ricevere i fondi promessi”. L’associazione aveva aggiunto: “Ciò anche alla luce dell’intervento dell’Antitrust che pochi giorni fa ha disposto un intervento in via cautelare proprio nei confronti del sito web www.gofundme.com usato da Fedez e la Ferragni per il nuovo reparto al San Raffaele di Milano, in relazione alla presenza di costi nascosti connessi alle transazioni con carte di credito e debito e alla commissione facoltativa impostata automaticamente sulla cifra del 10% “. E si era infine parlato di “un nuovo esposto del Codacons all’Antitrust e alla Procura della Repubblica di Milano in cui si chiede di bloccare tutte le raccolte fondi ingannevoli o che applicano commissioni nascoste o equivoche agli ignari donatori”.
Così, Fedez aveva risposto in un video: “La loro proposta è quella di bloccare i milioni di euro che sono stati raccolti per gli ospedali pubblici: io sono allibito, qualcuno li fermi. Ancora prima dell’anti-trust, come giustamente sta facendo, abbiamo chiesto a GoFundMe di prendere una parte di profitto e di girarlo agli ospedali colpiti dall’emergenza. Siamo riusciti a tirare su 250mila euro che GoFundMe ha deciso di darci e che abbiamo destinato all’ospedale di Bergamo, di Cremona e al Policlinico di Milano. E adesso un’associazione riconosciuta da tutte le istituzioni italiane propone di buttare nel cesso milioni di euro raccolti per gli ospedali pubblici? E intanto loro fanno una campagna spacciata per aiuto quando in realtà i soldi vanno a loro che si occupano della tutela dei consumatori che con il Coronavirus non c’entrano un ca**o. Ma stiamo scherzando?!”.
Alle parole di Fedez è seguita la replica del presidente del Codacons, Carlo Rienzi: “Ma quando mai. Noi abbiamo chiesto con un atto formale al governo che i soldi siano versati direttamente sul conto della Protezione Civile, perché almeno è un ente pubblico, e non si rischia che i privati non le destinino a chi devono”. Aveva poi usato toni poco lusinghieri nei confronti dei due coniugi: “gente che passa la vita dentro un armadio o in alberghi di lusso, vendono l’immagine di un bambino di due anni contro tutte le norme internazionali a tutela del fanciullo e che si vende l’acqua della fontana a 9 euro al litro: non mi sembra ci sia altro da aggiungere”. Era quindi arrivata una pec al rapper: “Nel documento mi si dice di chiedere assolutamente scusa entro 48 ore altrimenti ti faremo una super super causa”. E lui: “Caro Codacons, quando non avevo un euro in tasca non avevo paura di quelli che mi querelavano, figuriamoci ora che c’ho qualche soldo in più”. Insomma una vera e proprio querelle: il Codacons si è sentito offeso e sottoposto a “una gogna mediatica” dopo la diffusione del video Instagram. Una ‘lite’ che ora si risolve in sfavore dell’associazione, che però, se vorrà, potrà opporsi all’archiviazione.

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Autore: Sausan Khalil
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